Lavrov: costruitamo una "grande Europa" con Ue e Russia

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Roma, 17 feb. (askanews) - "Serve un nuovo corso tra Russia e Ue". Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov espone a La Stampa l'agenda della visita di domani a Roma.

"Gli ultimi anni hanno visto una serie di occasioni mancate per le nostre relazioni. Agendo secondo il principio del minimo comune denominatore, l'Unione Europea persevera nell'assurda connessione tra le prospettive di cooperazione e la regolarizzazione interna dell'Ucraina. Su iniziativa di Bruxelles, il lavoro congiunto in alcuni settori è stato 'congelato'. Si stanno estendendo misure restrittive unilaterali che infliggono perdite per miliardi di dollari alle economie degli stessi paesi europei. Una parte significativa di questo danno colpisce i partner commerciali e di investimento della Ue più strettamente a noi legati, Italia compresa. Questo stato di cose è oggettivamente in contrasto con gli interessi fondamentali dei nostri cittadini. La sensazione che sia giunto il momento di riportare le nostre relazioni sulla strada di un progressivo sviluppo si sta gradualmente rafforzando negli Stati membri dell'Ue. Riteniamoche la nuova amministrazione del Consiglio europeo e della Commissione europea sia anche consapevole che il mantenimento di questo viziato 'status quo' sia incompatibile con gli ambiziosi compiti che si è prefissata per trasformare l'Ue in un 'attore geostrategico di massimo livello'". Che passi intende fare la Russia per avvicinarsi all'Europa? "Siamo pronti a lavorare insieme per promuovere la cooperazione tra Russia e Ue su una base paritaria e reciprocamente vantaggiosa. Non abbiamo mai abbandonato l'idea di costruire una 'grande Europa' veramente unita, senza linee divisorie, che includa la Russia, l'Unione Europea e i nostri comuni vicini. Nelle attuali circostanze, un passo importante in questa direzione potrebbe essere la convergenza del potenziale dell'Unione economica eurasiatica e dell'Unione europea. Unire così gli sforzi - tra le altre cose - contribuirebbe alla formazione di uno spazio di pace, di sicurezza pari e indivisibile e di un'ampia cooperazione economica dall'Atlantico all'Oceano Pacifico".