Lazio, in carcere per estorsione ex consigliera regionale Cetrone

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Roma, 29 gen. (askanews) - Imprenditori che hanno sfociato nel malaffare. E' questo lo sfondo di una ordinanza di custodia cautelare in carcere chiesta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma nei confronti di 5 persone, tra cui l'ex consigliera alla Regione Lazio (col Pdl, poi passata in FdI) Gina Cetrone. In manette sono finiti anche Armando Di Silvio, classe 1966; Gianluca Di Silvio, classe 1996; Samuele Di Silvio, del '90; Umberto Pagliaroli, del 1970.

I provvedimenti restrittivi sono stati eseguiti dagli agenti della Squadra Mobile di Latina. I reati contestati a vario titolo sono estorsione, atti di illecita concorrenza e violenza privata, reati aggravati dal metodo mafioso. La vicenda nel suo complesso ha origine - si spiega in una nota - nell'Aprile del 2016, allorquando la Cetrone e Pagliaroli, quali creditori nei confronti di un imprenditore di origini abruzzesi, in relazione a pregresse forniture di vetro "richiedevano l'intervento di Samuele Di Silvio, Gianluca Di Silvio e RICCARDO Agostino "per la riscossione del credito in questione, previa autorizzazione di Amando Di Silvio detto "Lallà", capo dell'associazione di stampo mafioso a lui riconducibile".

La Cetrone negli ultimi mesi collaborava con il movimento "Cambiamo!". Secondo gli inquirenti Nello specifico la Cetrone e Pagliaroli dopo avere convocato il predetto imprenditore presso la loro abitazione, gli richiedevano il pagamento immediato della somma dovuta, impedendogli di andare via a bordo della sua macchina - si spiega in una nota - In tale contesto, Cetrone e Pagliaroli costringevano il soggetto ad attendere Riccardo Agostino, Samuele e Gianluca Di Silvio, i quali, una volta arrivati sul posto "lo minacciavano, prospettando implicitamente conseguenze e ritorsioni violente nei confronti della sua persona o dei suoi beni".

In tal modo gli stessi costringevano l'imprenditore ad andare il giorno dopo in Banca, sotto la stretta sorveglianza del gruppo che lo attendeva fuori dall'istituto bancario, e ad effettuare un bonifico di 15mila euro a favore della società Vetritalia SRL, nonché a consegnare a loro "per il disturbo" la somma di 600 euro.

Nel medesimo contesto investigativo - si aggiunge - è stato possibile riscontrare alcuni illeciti connessi a competizioni elettorali nella provincia di Latina. In dettaglio, Riccardo Agostino e Renato Pugliese, proprio su determinazione di Gina Cetrone e Umberto Pagliaroli, costringevano addetti al servizio di affissione dei manifesti elettorali di altri candidati alle elezioni comunali di Terracina del Giugno 2016, ad omettere la copertura dei manifesti della candidata Gina Cetrone, costringendoli ad affiggere i propri manifesti solo in spazi e luoghi determinati, in modo che i manifesti di quest'ultima fossero più visibili degli altri.

Le indagini in questione costituiscono l'esito di un ulteriore approfondimento investigativo che la Squadra Mobile sta conducendo, sotto la direzione ed il coordinamento della Direzione distrettuale Antimafia di Roma, circa le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Renato Pugliese e Riccardo Agostino. Sono quindi possibili nuovi sviluppi.