Lazio, i fantasmi del Castello di Fumone: cosa succede durante la notte

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Gran parte della popolarità di Fumone, in provincia di Frosinone, si deve alla presenza di quello che – secondo molti – sarebbe un castello infestato da fantasmi. Il maniero che si erge a più di 800 metri su un’altura domina la zona circostante e divenne il punto di avvistamento perfetto contro i nemici provenienti dalla Casilina per oltre 500 anni a partire dall’XI secolo.

Castello di Fumone, la leggenda sul fantasma del marchesino

Il Castello divenne poi una fortezza militare dello Stato Pontificio del basso Lazio e secondo le cronache le prigioni di Fumone erano tra le più difficili da sopportare: il prigioniero più illustre fu certamente Celestino V, il pontefice rinchiuso dal suo successore Bonifacio VIII che morì in circostanze a dir poco misteriose.

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Ma il personaggio più importante legato al Castello di Fumone resta di certo il piccolo Francesco Longhi. Una volta che il maniero venne dato ai marchesi Longhi per essere amministrato, Emilia Caetani diede alla luce sette femmine prima di partorire il primo erede maschio che avrebbe ereditato l’intera fortuna.

Le sorelle, gelose dei suoi privilegi solo perché era maschio, misero ogni giorno nei pasti del bimbo dei pezzettini di vetro (o dell’arsenico, versione più accreditata) fino a farlo morire di dolori lancinanti all’età di tre anni.

La madre, distrutta dalla scomparsa del figlio più piccolo, decise di far imbalsamare il corpicino piuttosto che liberarsi delle sue spoglie ed è tuttora visibile in una teca a favore dei visitatori.

Leggenda vuole che nella notte il marchesino Longhi e altri prigionieri torturati infestino il Castello di Fumone e dai sotterranei si sentano provenire urla strazianti e grida disperate.

Foto: Shutterstock

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