Lazio, Inzaghi: "Continuiamo a crescere. Scudetto? E' sempre più difficile..."

Omar Abo Arab

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la Lazio non si ferma e continua il suo volo, ottenendo dopo il netto 5-1 rifilato alla Sampdoria l'undicesima vittoria consecutiva che porta i biancocelesti a soli 3 punti dalla vetta. Questo il commento di mister Simone Inzaghi nel post gara, riportato da Tuttomercatoweb.com


Bastos,Patric,Ciro Immobile


Avete reso semplice una partita che non lo era...

"Esatto. Avevo messo in guardia la squadra, la Sampdoria era in forma ed era organizzata. Avevo chiesto un approccio determinato e i ragazzi sono stati fantastici".


Su Lazzari

"Grande acquisto, sa fare tutte e due le fasi e ha una grandissima umiltà. Nonostante non sia giovanissimo, viene al campo per imparare cose nuove. Non è semplice giocare a Roma, va elogiato per il suo approccio".

Alla luce del momento, sarebbe stato meglio evitare la Coppa Italia martedì?

"Sapevamo già che il calendario ci avrebbe fatto giocare prima del derby, ma è uguale per tutti. Per noi la Coppa Italia è importante, l'abbiamo vinta l'anno scorso, e andremo a Napoli per fare la nostra gara. Ora ci godiamo questa partita, da domani penseremo già alla prossima".

La sua Lazio come quella squadra del '74, quella del primo Scudetto biancoceleste...

"Ci credo, dobbiamo continuare a vincere e convincere. Viste le undici vittorie consecutive manca poco allo Scudetto, l'ho detto anche una settimana fa, ma sappiamo che diventerà sempre più difficile. Sono orgoglioso quando mi paragonano a Maestrelli, un personaggio che ha fatto la storia della Lazio. Si parla spesso di Inzaghi, ma mi piacerebbe che si parlasse anche del mio staff. Ho persone che lavorano con me dai tempi delle giovanili e mi aiutano sempre".

Juventus e Inter in cosa sono più forti?

"Sono due squadre al vertice del calcio italiano da tempo. Noi dobbiamo ricordarci che 4 anni fa eravamo fuori dall'Europa. Dobbiamo crescere passo dopo passo e lo stiamo facendo".

Su Immobile

"Sono 4 anni che sta facendo cose straordinarie. I 23 gol in A non mi stupiscono. Dopo 8 mesi che era qui era già diventato uno dei leader. Lo conoscevo come giocatore ma non sapevo che tipo di persona era fuori dal campo. Oltre a essere un grande goleador, si è fatto apprezzare da tutti per il tipo di uomo che è".