Lazio, Leodori: siti Unesco strategici per il tutismo italiano

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Roma, 26 set. (askanews) - "Il nostro obiettivo è investire in cultura come leva per stimolare turismo e crescita. E raddoppiare la presenza e i tempi di permanenza dei turisti in tutte le province del Lazio, non solo a Roma, anche grazie alla qualità dell'offerta culturale. Il riconoscimento dell'Unesco è una delle chiavi per raggiungere questo importante risultato". Lo ha detto il vice presidente della Regione Lazio, Daniele Leodori, nel corso del suo intervento alla cerimonia di inaugurazione del Salone mondiale dei siti e città patrimonio mondiale Unesco a Palazzo Venezia. "La Regione Lazio sostiene con forza le candidature, già lanciate, a siti Unesco di Civita di Bagnoregio e della Via Francigena. Ci auguriamo possano essere considerate patrimonio mondiale: andrebbero ad arricchire un tesoro straordinario e unico che oltre alle immense ricchezze di Roma, può vantare siti Unesco famosi in tutto il mondo come Villa Adriana e Villa d'Este a Tivoli, le Necropoli etrusche di Cerveteri e Tarquinia. Mentre sul fronte del patrimonio immateriale, penso all'iscrizione nel 2013 della Macchina di Santa Rosa, tradizione che attrae ogni anno a Viterbo un numero incredibile di turisti. Nel 2017, poi, il riconoscimento alle faggete primordiali che si trovano in Europa e, per l'Italia, nel Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise, nel Monte Cimino a Viterbo e nel Monte Raschio (ad Oriolo Romano, in provincia di Viterbo). Una politica turistica divisa - ha concluso Leodori - e spalmata su 20 regioni è un errore. Siamo l'Italia. Questo tema dobbiamo affrontarlo, non si può più rinviare".