Lazio, multe e chiusure contro le proteste dei ristoratori

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Le proteste dei ristoratori, che hanno sfidato le norme anti-coronavirus imposte a livello nazionale prolungato le aperture dei rispettivi esercizi commerciali, continuano in tutta Italia. Inizialmente, durante il weekend del 23-24 gennaio, tali proteste sono state accolte con un atteggiamento di tolleranza da parte delle forze dell’ordine: atteggiamento che, però, sembra essere nettamente mutato nel corso dell’ultima settimana del mese, soprattutto nel Lazio.

Lazio, le proteste dei ristoratori e le forze dell’ordine

Da lunedì 1° febbraio, con il passaggio in zona gialla della Regione Lazio, tutte le attività afferenti al mondo della ristorazione potranno regolarmente aprire a pranzo e consentire la consumazione al tavolo fino alle ore 18:00. Persiste, quindi, il divieto di servire la cena.

Una simile decisione ha aumentato il malcontento degli impiegati del settore che stanno manifestando il proprio disappunto tenendo aperti i propri negozi fino tarda sera. In un primo momento, gli agenti di polizia non hanno avviato provvedimenti contro le iniziative di disobbedienza segnalate a Roma e sul resto del territorio laziale, fino alla diramazione ufficiale di nuove indicazioni provenienti dalla Prefettura. Già a partire da venerdì 29 gennaio, infatti, le forze dell’ordine hanno disposto sanzioni e chiusure degli esercizi nei confronti di tutti i trasgressori.

Chiuso ristorante aperto a cena con 57 clienti

Nella serata di sabato 30 gennaio, la Polizia di Stato ha ricevuto numerose segnalazioni che sollecitavano l’intervento degli agenti presso un locale aperto in via Portuense. Una volta giunti all’indirizzo comunicato, i poliziotti hanno individuato il ristorante aperto che stava servendo la cena a circa 57 clienti. Immediatamente, i gendarmi hanno stabilito cinque giorni di chiusura dell’attività per «inosservanza alla normativa vigente relativa alle disposizioni anti-Covid». Allo stesso modo, tutti i clienti presenti sono stati identificati e sanzionati.

Il titolare del negozio, inoltre, è incappato in un’ulteriore multa non afferente alla violazione delle norme anti-contagio. L’uomo, infatti, è stato penalizzato in seguito al ritrovamento di un impianto di videosorveglianza non a norma istallato nel ristorante e alla scoperta di un impiegato assunto a nero.