Lazio, Simeone (FI): ancora aggressioni in ospedale

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Roma, 8 giu. (askanews) - "Con l'inizio della nuova fase caratterizzata da una nuova normalit, tornano alla luce le vecchie problematiche della nostra sanit. Proprio negli ultimi giorni riemerge il fenomeno delle aggressioni anche solo verbali al personale sanitario". Lo denuncia in una nota Giuseppe Simeone, capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale del Lazio e presidente della commissione Sanit.

"Danneggiamenti di apparecchiature e minacce nei confronti di medici e infermieri si sono verificati nei giorni scorsi nei Pronto Soccorso del San Camillo di Roma e del Santa Maria Goretti di Latina. Diciamo subito - dice - che le aggressioni non sono giustificate, sono condannabili, senza se e senza ma. Personalmente mi sento di esprimere la mia pi totale vicinanza a medici, infermieri e operatori sanitari vittime di aggressioni o che comunque quotidianamente devono convivere con il rischio di potenziali violenze sul luogo di lavoro. Nel merito ritengo opportuno che la Regione Lazio debba avviare una task force per fronteggiare le problematiche di stretta attualit che stanno soffocando la nostra sanit. Oltre alle aggressioni al personale sanitario c' la piaga delle liste di attesa sempre pi lunghe. Gli utenti per prenotare le visite si recano negli sportelli dei Centri unici di prenotazione, perch al numero 069939 non risponde mai nessuno. Non si possono lasciare gli sportelli Cup abbandonati a s stessi, c' bisogno di maggiore filtro nel territorio. La porta d'ingresso unica della sanit non pu essere l'ospedale. Per questo occorre coinvolgere maggiormente i medici di base in questo ruolo importante e delicato. Relativamente alla provincia pontina proprio questa mattina ho sentito il direttore generale dell'Asl di Latina per cercare di affrontare il caos delle liste di attesa. Il dottor Casati mi ha comunicato che metter in campo tutti gli sforzi possibili per limitare i problemi ed io ho accolto positivamente questa sua intenzione. A mio avviso serve un piano straordinario per gestire la grande emergenza" conclude.