Lazio, tamponi rapidi anche dal medico di famiglia e dal pediatra

Luciana Matarese
·Giornalista
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(Photo: ANSA)
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In Lazio i tamponi rapidi si potranno fare anche dal medico di famiglia o dal pediatra. “La proposta è in via di definizione ma è stata accettata dall’assessorato alla Sanità della Regione Lazio”, spiega il segretario della Federazione italiana dei medici di medicina generale di Roma, Pierluigi Bartoletti. HuffPost lo ha raggiunto al telefono a Villasimius, dove è in corso il 77esimo congresso nazionale della Fimmg.

Da luglio avevamo chiesto di aprire alla medicina generale e alla pediatria la possibilità di fare il tampone rapido e il sierologico, sempre tenendo presenti la volontarietà dei colleghi e il fatto di avere gli spazi idonei”, aggiunge. Ora ci si augura “che il bando venga pubblicato a giorni”, e che aderiscano in tanti.

Con 500 colleghi sul Lazio siamo coperti - fa notare Bartoletti - ma ci aspettiamo il triplo delle adesioni, con 1500 saremmo stracoperti”. Rispetto alla fase critica dell’emergenza, la situazione è cambiata, ma i contagi stanno risalendo e ora preoccupano i focolai domestici. Consentire di fare i tamponi rapidi dal medico di famiglia aiuterà ad alleggerire “un sistema che rischia di essere bloccato da una valanga di richieste, congrue da un lato, ma non proporzionate rispetto ai numeri che ci sono”, sottolinea il segretario della Federazione italiana dei medici di medicina generale di Roma.

A marzo aprile il servizio era tarato su grossi cluster - Rsa, case di riposo e grandi strutture - adesso il problema riguarda la diffusione del contagio dentro le famiglie e quindi bisogna cominciare a ragionare in termini di prossimità domiciliare. Per questo - aggiunge Bartoletti - ci siamo messi in rete con i drive-in. Il tema è fare una rete di sorveglianza il più possibile di prossimità. In base ai tamponi effettuati, abbiamo il 2,6% di positivi, ma tra questi ci sono i malati che possono diventare gravi. Fare un lavoro di questo tipo sul 97,4 di negativi consente di mettere in sicurezza i cittadini e i medici, ma vuol dire anche un sovraccarico inferiore per la Regione rispetto a quello con cui si trova a fare i conti oggi”. E un allentamento della pressione sulle famiglie. “Avere la possibilità di fare il tampone dal pediatra accelererà infatti anche i rientri dei bambini a scuola. Abbiamo un problema di salute pubblica e a noi oggi serve dare una risposta”. Di qui la proposta alla Regione di fare una rete di sorveglianza con la medicina generale e la pediatria sulle malattie infettive. Una cosa che non ha fatto ancora nessuno. La proposta è già costruita, ma - conclude Bartoletti - serve un avviso pubblico per capire chi tra i medici di famiglia e i pediatri vuole partecipare”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.