Lazio, Zingaretti: "Domani firmerò mie dimissioni"

(Adnkronos) - "Domani mattina interverrò alla Corte dei Conti alla decima parifica annuale rispetto alla situazione finanziaria della nostra regione. Poi firmerò le dimissioni da presidente della Regione". Così Nicola Zingaretti nel corso del rapporto di fine mandato presentato presso la Camera di Commercio, sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano, Piazza di Pietra.

"Chi divide e rompe l’unità sbaglia perché non ce ne sono i motivi, faccio un appello alle altre forze - ma non dipende da me, non voglio io ingerire in scelte che non mi riguardano per ovvi motivi- perché credo che noi possiamo rivincere le elezioni regionali, però bisogna che questo obiettivo sia sentito". Anche senza i Cinquestelle? "Ma certo", ha affermato Zingaretti.

Il governatore uscente aveva premesso: "Continuo a credere che intorno a un programma bisogna unire il massimo delle forze politiche, sociali, culturali possibile, come abbiamo fatto in questi anni su un programma chiaro".

"Abbiamo governato insieme da due anni per realizzare un programma con le forze di Azione, di Italia Viva, della sinistra, delle forze civiche, del Pd, del M5s. Quindi, c’è una grande unità e solidarietà che ci ha portato, fino a questa notte, a essere utile alla nostra comunità", ha sottolineato Zingaretti aggiungendo: "Quello che sta avvenendo ho l’impressione che non c’entri nulla con i programmi, i contenuti, le scelte. Noi siamo andati avanti in un grande clima di cooperazione e per questo a me dispiace molto ciò che sta avvenendo, ma da domani alle ore 14 io chiudo questa stagione e poi tutti si assumeranno le proprie responsabilità: errare è umano, perseverare è diabolico".

Prima ancora, Zingaretti aveva detto "queste sono brutte ingerenze di vicende politiche che riguardano il passato del centrosinistra e che per altro hanno già permesso l'elezione di La Russa al Senato, Fontana alla Camera e di Giorgia Meloni alla presidenza del Consiglio. Errare è umano. Perseverare diabolico".

"Ho ascoltato la conferenza stampa di ieri. Io penso che in questo modo Conte rompe l'alleanza di centrosinistra che governa il Lazio, senza motivo, perché la Regione non ha mai autorizzato e mai autorizzerà nessun inceneritore. Lo abbiamo deciso noi da anni e non lo decide certo Giuseppe Conte. Non serve che ce lo ricordi", ha sottolineato.

"La scelta di Gualtieri su Roma riguarda la città. I poteri che il sindaco ha giustamente ricevuto come commissario per il Giubileo e per far fronte ad una situazione che il sindaco ha ereditato in maniera drammatica di 10 anni di niente, che avevano lasciato Roma nelle condizioni che conosciamo. Ma non c'entra la Regione Lazio. Credo che per questo atteggiamento politico di Conte ci siano dei riflessi partitici di livello nazionale, che calano sulle nostre teste e che pagheranno i cittadini", ha affermato inoltre Zingaretti. "Questo non è bello, perché nel Lazio siamo tutti uniti e saremo pronti a scrivere un nuovo programma - ha aggiunto - Il prezzo delle divisioni lo pagano soprattutto i cittadini e i più deboli. Ma il motivo non esiste, è come dire: io non vado a vedere Bambi perché ho paura del Re Leone, ma il Re Leone non c’è a Bambi, quindi è una scusa. Io non ho il compito ora di costruire l'alleanza del futuro, perché domani chiudo un decennio, ma sono un costruttore di unità contro coloro che l'unità la distruggono per vicende partitiche facendo un danno ai cittadini".