Lazio zona arancione e mezza Italia zona rossa: regole e colori regioni

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Toscana, Calabria e Valle d'Aosta in zona rossa con nuove regole e divieti per spostamenti, scuola e alcune categorie di negozi. Il Lazio entra in zona arancione martedì 30 marzo, lasciano la zona rossa dove -con le restrizioni più severe per arginare la diffusione del coronavirus- rimangono Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, PA Trento, Piemonte, Veneto e Puglia, che da oggi adotterà regole da 'zona rossa rafforzata' fino al 6 aprile. Le altre regioni in zona arancione, visto che in base al decreto in vigore è annullata la zona gialla.

Più di mezza Italia in zona rossa, quindi, perché la curva dei contagi sembra rallentare come dimostra l'indice Rt nazionale in calo a 1.08, ma il quadro rimane complicato, come evidenzia il report settimanale dell'Iss e come ricordano i 23.987 casi con cui va in archivio il 26 marzo.

Nell'Italia dell'emergenza coronavirus, in cui 13 tra regioni e province hanno un indice Rt superiore a 1, sono 5 le regioni a rischio alto, 13 quelle a rischio moderato. Per questo si invita a "mantenere rigorose misure di mitigazione nazionali" e una "drastica riduzione di interazioni e mobilità", si legge nel documento relativo al periodo 15-21 marzo con dati aggiornati al 24. Il "miglioramento complessivo" c'è, ma non si può abbassare la guardia. Cinque regioni (Friuli Venezia Giulia, Lazio, Piemonte, Puglia e Toscana) - si legge - hanno un livello di rischio alto, 13 regioni una classificazione di rischio moderato (di cui 10 ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e 3 hanno una classificazione di rischio basso (Basilicata, Campania, e la Provincia autonoma di Bolzano).

Allerta per la pressione a cui sono sottoposti gli ospedali: sono 12 le regioni in cui ricoveri e terapie intensive sono sopra la soglia critica: "Rimane alto il numero di Regioni/Province autonome che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica (12 Regioni/Pa vs 13 della settimana precedente). Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è complessivamente in aumento e sopra la soglia critica (39% vs 36% della scorsa settimana). Il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è ancora in aumento da 3.256 (16 marzo) a 3.546 (23 marzo). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale è anche in aumento e sopra la soglia critica (43%), con un forte aumento nel numero di persone ricoverate in queste aree: da 26.098 (16 marzo) a 28.428 (23 marzo)", riporta il report. Dieci Regioni (Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia e Umbria) presentano inoltre un sovraccarico sia nelle terapie intensive che in area medica. Per la Provincia autonoma di Trento e la Toscana la pressione riguarda invece le terapie intensive.

Dopo Pasqua, con la stretta in zona rossa per tutta Italia tra il 3 e il 5 aprile, si va verso la riapertura della scuola elementare e della prima media in tutto il paese, a prescindere dal colore delle regioni. Sulla scuola "confermo la decisione di riaprire fino alla prima media, il ministro Bianchi sta lavorando affinché la riapertura avvenga in modo ordinato", ha detto il premier Mario Draghi. "Evidenze scientifiche mostrano che la scuola, fino alla prima media, sia fonte di contagio molto limitata. Le scuole sono punto di contagio limitato solo in presenza di tutte le altre restrizioni: se queste venissero abolite, i contagi aumenterebbero" anche per "le attività parascolastiche e periscolastiche", ha detto.

Ad oggi, non pare ipotizzabile un allentamento delle misure: niente zona gialla, quindi. "Le misure, in un anno e mezzo, hanno dimostrato che non sono campate in aria. E' desiderabile riaprire. La decisione su cosa riaprire e quando riaprire dipende esclusivamente dai dati che abbiamo a disposizione. Il ministro Garavaglia dice che si può pensare di prenotare le vacanze? Io sono d'accordo con lui, se potessi andare in vacanza lo farei volentieri...", ha detto Draghi. Per Matteo Salvini è impensabile tenere tutto chiuso? "Pensabile o impensabile dipende solo dai dati che vediamo. Dopo un anno di sofferenza si sa qualcosa di più sulle fonti di contagio, un anno di sofferenza ha mostrato che queste regole non sono campate per aria. E' desiderabile riaprire, questo lo è anche per me, dopo di che quando, se e come dipende dai dati che abbiamo a disposizione".