Lazio zona gialla, ecco perché: i dati Covid

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Lazio zona gialla? Sì, a giudicare dai dati sull'emergenza coronavirus che sono a disposizione della regione. Il Lazio, quindi, non dovrebbe cambiare colore e dovrebbe mantenere regole e misure attualmente in vigore. "Dai dati in nostro possesso del monitoraggio dell'Istituto superiore di sanità (Iss) il Lazio dovrebbe rimanere in zona gialla con un valore Rt a 0.95, una riduzione del numero dei nuovi focolai, una riduzione del tasso di occupazione dei posti letto totali di terapia intensiva e di quelli in area medica entrambi al di sotto delle soglie di allerta. Inoltre vi è una riduzione dell'incidenza per 100mila abitanti", spiega in una nota l'assessore Alessio D'Amato. "Come sempre diciamo i colori non sono un concorso a premi, ma il frutto del rispetto da parte dei cittadini delle regole di prevenzione. La zona gialla non è mai un disco verde o un tana libera tutti, anzi aumenta la responsabilità e il rigore. Ovviamente attenderemo le valutazioni finali dell'Iss e del ministero della Salute", aggiunge.

I dati del 18 febbraio fanno riferimento a 1.025 nuovi contagi altri 41 morti. Da ieri i tamponi sono stati più di 11mila. I guariti 1.953 nelle ultime 24 ore. "Aumentano i casi, mentre diminuiscono i decessi, i ricoveri e le terapie intensive" dice D'Amato. "Il rapporto tra positivi e tamponi è all'8%, ma se consideriamo anche gli antigenici la percentuale scende al 3%. I casi a Roma città sono a quota 500".

"I ricoveri per la prima volta dal 31 ottobre tornano sotto quota 2 mila (1.995) un segnale importante, si iniziano a vedere i primi effetti della campagna vaccinale", sottolinea. E proprio la campagna di vaccinazione si avvicina ad un nuovo step: "Dal primo marzo al via le vaccinazioni dai medici di medicina generale. La novità, in attesa dell’atto ufficiale del ministero, è che si partirà dai nati nell’anno 1956 (65 anni) con il vaccino AstraZeneca".