Le 5 regole di Papa Francesco sulla preghiera in tempi di ansia

Ska
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Città del Vaticano, 4 nov. (askanews) - "Senza vita interiore diventiamo superficiali, agitati, ansiosi...": Papa Francesco ha fornito cinque suggerimenti per una preghiera cristiana fruttuosa, nel corso dell'udienza generale. Di settimana in settimana, Jorge Mario Bergoglio sta svolgendo un ciclo di catechesi sulla preghiera, e oggi si è soffermato sul modo in cui pregava Gesù, nel racconto dei Vangeli, indicandolo ad esempio per tutti i fedeli. Francesco ha individuato, in particolare, cinque caratteristiche. Anzitutto, la preghiera cristiana "è il primo desiderio della giornata, qualcosa che si pratica all'alba, prima che il mondo si risvegli. Essa restituisce un'anima a ciò che altrimenti resterebbe senza respiro. Un giorno vissuto senza preghiera - ha notato il Papa - rischia di trasformarsi in un'esperienza fastidiosa, o noiosa: tutto quello che ci capita potrebbe per noi volgersi in un mal sopportato e cieco destino. Gesù invece educa all'obbedienza alla realtà e dunque all'ascolto. La preghiera è anzitutto ascolto e incontro con Dio. I problemi di tutti i giorni, allora, non diventano ostacoli, ma appelli di Dio stesso ad ascoltare e incontrare chi ci sta di fronte. Le prove della vita si mutano così in occasioni per crescere nella fede e nella carità. Il cammino quotidiano, comprese le fatiche, acquista la prospettiva di una 'vocazione'. La preghiera ha il potere di trasformare in bene ciò che nella vita sarebbe altrimenti una condanna; ha il potere di aprire un orizzonte grande alla mente e di allargare il cuore". In secondo luogo, "la preghiera è un'arte da praticare con insistenza. Gesù stesso - ha ricordato Francesco - ci dice bussate, bussate, bussate". Tutti siamo capaci di preghiere episodiche, che nascono dall'emozione di un momento; ma Gesù ci educa a un altro tipo di preghiera: quella che conosce una disciplina, un esercizio, e viene assunta entro una regola di vita. Una preghiera perseverante produce una trasformazione progressiva, rende forti nei periodi di tribolazione, dona la grazia di essere sostenuti da Colui che ci ama e ci protegge sempre". Un'altra caratteristica della preghiera di Gesù è la solitudine: "Chi prega non evade dal mondo, ma predilige i luoghi deserti. Là, nel silenzio - ha messo in evidenza Francesco - possono emergere tante voci che nascondiamo nell'intimo: i desideri più rimossi, le verità che ci ostiniamo a soffocare. E, soprattutto, nel silenzio parla Dio. Ogni persona ha bisogno di uno spazio per sé stessa, dove coltivare la propria vita interiore, dove le azioni ritrovano un senso. Senza vita interiore diventiamo superficiali, agitati, ansiosi; l'ansietà come ci fa male, dobbiamo andare alla preghiera, senza vita interiore sfuggiamo dalla realtà, e anche da noi stessi. Siamo uomini e donne in fuga". La preghiera di Gesù, ancora, "è il luogo dove si percepisce che tutto viene da Dio e a Lui ritorna. A volte noi esseri umani ci crediamo padroni di tutto, oppure al contrario perdiamo ogni stima di noi stessi. Andiamo da una parte e dall'altra. La preghiera ci aiuta a ritrovare la giusta dimensione, nella relazione con Dio, nostro Padre, e con tutto il creato". La preghiera di Gesù, infine, "è abbandonarsi nelle mani del padre, come Gesù nell'orto degli ulivi, in quell'angoscia, 'padre se è possibile' ma si faccia la tua volontà'. L'abbandono nelle mani del padre. E' bello quando siamo un po' agitati preoccupati e lo spirito santo in preghiera ci trasforma da dentro e ci porta a questo abbandono nelle mani del padre: sia fatta la tua volontà. Cari fratelli e sorelle, riscopriamo, nel Vangelo, Gesù Cristo come maestro di preghiera, e mettiamoci alla sua scuola. Vi assicuro - ha concluso - che troveremo la gioia e la pace".