Le armi da inviare in Ucraina e il caso Petrocelli agitano il M5s

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Francesco Fotia / AGF

AGI - Il presidente del Movimento 5 stelle, Conte, ha riunito questa mattina il Consiglio nazionale per ribadire il no all'invio delle armi pesanti in Ucraina. Bisogna evitare, il suo ragionamento, un salto di qualità della guerra e una escalation militare. Tesi portata avanti da giorni e che nelle prossime ore, qualora il governo dovesse chiedere al Parlamento di modificare gli allegati ai decreti che hanno avuto il via libera di Camera e Senato, verrà rilanciata, con l'intenzione di trovare comunque un'intesa con il governo.

Il Movimento 5 stelle dunque tiene alta l'attenzione, vuole capire quale sarà la mossa dell'esecutivo. E non solo sul decreto da circa 6 miliardi che potrebbe arrivare in settimana sul tavolo del Consiglio dei ministri per un ulteriore sostegno ad imprese e famiglie sul caro bollette e misure per 'sburocratizzare' l'iter sull'approviggionamento di fonti di energia. Perché poi sul tema della fornitura di altre armi occorrerà eventualmente preparare una risoluzione di maggioranza e trovare un accordo sul 'perimetro'. E alzare il livello del sostegno a Kiev - il convincimento di un 'big' M5s - potrebbe creare ulteriore fibrillazione con il governo e anche all'interno dell'ex fronte rosso-giallo. Da qui la preoccupazione del Pd che teme una nuova offensiva mediatica da parte dell'ex presidente del Consiglio. Meno impervio sarebbe per la maggioranza il percorso di un altro decreto interministeriale firmato dal ministro della Difesa, dal ministro degli Esteri e dal ministro dell'Economia.

"Ma il problema - osserva un altro esponente di primo piano del Movimento 5 stelle - è passare dalle armi 'difensive' a quelle 'offensive'. Non possiamo permetterlo, così come dobbiamo confermare la nostra linea sul no all'aumento delle spese militari". "Se continuiamo a percorrere la strada di inviare armi sempre più potenti, Putin risponderà con armi sempre più potenti", osserva per esempio il senatore Ferrara, capogruppo M5s in Commissione Esteri.

Oggi del resto è tornato a farsi sentire Grillo con la pubblicazione di un post pacifista sul blog. Ma all'interno del Movimento 5 stelle il confronto è aperto. Perché soprattutto alla Camera c'è un fronte che pensa che la differenza tra 'armi difensive' e 'armi offensive' sia superata dall'aggressività di Mosca dimostrata nei confronti dell'Ucraina.

"Va bene tenere una posizione 'pacifista' ma non possiamo dare l'immagine di un Paese diviso. Così rischiamo di inviare messaggi fuorvianti", spiega un deputato. La richiesta arrivata ai vertici M5s è stata quella di una riunione di gruppo a Montecitorio, nelle prossime ore ci potrebbe essere quindi un'assemblea. Alle 18.30 intanto ci sarà una riunione di gruppo M5s al Senato.

Il nuovo caso "Petrocelli"

Oltre al tema dell'ulteriore invio delle armi si discuterà anche del nuovo 'caso Petrocelli'. Il presidente della Commissione Esteri dopo aver rilanciato la Z, simbolo dell'attacco di Mosca all'Ucraina, è finito nel mirino di Conte che ne ha già decretato la sua espulsione dal Movimento. Ora si tratta di procedere alla decisione ufficializzata dall'ex presidente del Consiglio ma anche di discutere come muoversi sulla questione della guida della presidenza della Commissione Esteri.

Si sta andando, riferiscono fonti parlamentari pentastellate, verso un'intesa all'interno della maggioranza per bloccare i lavori e chiedere poi al presidente Casellati di trovare una via d'uscita.

Ma all'interno del Movimento c'è anche chi vorrebbe evitare l'estromissione di Petrocelli dal ruolo di presidente e chi, invece, teme che l'iter per arrivare a cacciare Petrocelli dalla guida degli Esteri possa essere lungo e irto d'ostacoli. E' stata sconvocata la seduta congiunta delle commissioni Affari Esteri e Giustizia del Senato che si sarebbe dovuta tenere alle 14.30 a Palazzo Madama.

Oggi al Senato, nella riunione che si terrà alle 18,30, si voterà la modifica dello statuto per accelerare le procedure di espulsione dal gruppo di Petrocelli, il presidente della Commissione Esteri. E servira' l'ok dei due terzi, spiegano fonti parlamentari. Ma sul tavolo della riunione c'è soprattutto il tema del nuovo invio di armi in Ucraina.

Il presidente M5s Conte al Consiglio nazionale, riferiscono fonti M5s, ha sottolineato la necessità di puntare sulla distinzione tra armi 'difensive' e 'offensive'. E, viene spiegato, ha rimarcato le proprie perplessità sull'ipotesi di inviare armi pesanti, ma ricordando come non si può allo stesso tempo fare un passo indietro rispetto al via libera dato dal Movimento sui decreti del 25 e 28 febbraio.

L'orientamento quindi - spiega una fonte M5s - è quello di mantenere una posizione comunque a sostegno dell'esecutivo. Perplessità sull'ipotesi di invio di armi pesanti anche tra i leghisti. Ma il convincimento - sottolinea un big della Lega - è che in questo momento è difficile potersi smarcare proprio perché occorre dare in questa fase un sostegno netto al presidente del Consiglio Draghi.

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