Le atlete afgane di taekwondo: non fermate i nostri sogni

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Roma, 24 set. (askanews) – Mostrano fiere le loro medaglie al collo ma si sentono sconfitte. Non dalle avversarie della disciplina sportiva che amano e praticano, il taekwondo, ma dai talebani.

Le ragazze afgane di una squadra di Herat sognavano le Olimpiadi e ora sono preoccupate dal nuovo governo dei talebani, a cui chiedono di poter continuare ad allenarsi e soprattutto di non discriminare le donne.

“Chiedo all’Emirato islamico di non fare discriminazioni tra uomini e donne – dice Zahra, che fa parte della squadra -proprio come agli uomini viene permesso di studiare, anche alle donne dovrebbe essere permesso di farlo, dovrebbe essere permesso di raggiungere i loro obiettivi; non dovrebbero ostacolare il cammino delle ragazze e delle donne”.

“La nostra richiesta alla comunità internazionale, alle istituzioni sportive e a quelle che sostengono gli atleti è che ci aiutino e non ci abbandonino in queste condizioni – continua una sua compagna – ogni membro della squadra nazionale di taekwondo sogna un giorno di arrivare alle Olimpiadi e alzare la bandiera afgana in altri paesi, in competizioni internazionali”.

Il governo talebano, tutto al maschile, ha chiuso il ministero degli affari femminili. Anche se non ha ancora reso pubblica la nuova politica formale sulle donne nello sport, ha fatto capire che una loro seria partecipazione sarà impossibile. Già ne hanno avuta dimostrazione nel lavoro e nella scuola. Il nuovo ministro dello sport ha detto che i talebani avrebbero permesso circa 400 discipline ma ha rifiutato di chiarire se le donne potranno parteciparvi o meno.

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