Le autorità ucraine rivelano che il presidente era nel mirino di Mosca e Grozny dal 3 febbraio

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Ramzan Kadyrov
Ramzan Kadyrov

Il piano di Vladimir Putin come mandate e Razman Kadyrov come esecutore per assassinare Volodymyr Zelensky non aggiunge granché alle dinamiche ormai note della “guerra parallela” in Ucraina, ma dà la cifra di quanto il presidente di Kiev sia da sempre stato nel mirino del capo del Cremlino. Che Zelensky fosse uno dei principali obiettivi dell’invasione russa in Ucraina lo si era capito quando sulle sue tracce Putin aveva sguinzagliato gli incursori del Gruppo Wagner, altro che i beceri fanti ceceni.

Il piano di Putin per assassinare Zelensky

E nel tempo i presunti tentativi di assassinare il presidente ucraino sono entrati nel mainstream del conflitto, anche perché la morte di Zelensky avrebbe schiuso le porte ad una guerra veloce e ad un cambio di regime quasi indolore. Non è andata così e il presidente ucraino è diventato il simbolo della resistenza dell’Ucraina. Le autorità ucraine rivelano dal canto loro che il piano iniziale di Vladimir Putin prevedeva la rapida conquista di Kiev, con la dissoluzione del governo e la sua sostituzione con un esecutivo-fantoccio, ma tutto questo presupponeva la morte fisica di Zelensky.

Vladimir mandante e Razman sicario

E a darla sarebbe dovuto essere Razman Kadyrov, il fedelissimo governatore della Cecenia: “Il leader ceceno Ramzan Kadyrov ha ricevuto un piano per assassinare il presidente ucraino il 3 febbraio durante un incontro con il presidente russo Putin. Kadyrov si era impegnato perché la propria unità cecena completasse la missione”.

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