Le aziende dell’usa e getta per salvarsi abbracciano la bioplastica

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(Photo: Tomekbudujedomek via Getty Images)
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(articolo di Giorgio Lonardi)

Meglio la bioplastica come ultima trincea del settore che chiudere le aziende. Le imprese italiane dell’usa e getta sono terrorizzate dalla direttiva Ue che dal 3 luglio mette al bando posate, piatti, cannucce e bicchieri sia in plastica sia in bioplastica ricavata da fibre vegetali e rifiuti organici. E quindi si abbarbicano al ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani che in più occasioni ha ripetuto che la bioplastica sarà la nostra linea del Piave. E che il decreto di recepimento delle direttive Ue sulle stoviglie monouso da parte del nostro governo non solo sarà varato in tempo. Ma difenderà la plastica bio senza se e senza ma. Mentre Bruxelles finora si è opposta affermando che non ci sono prove scientifiche per sostenere che il prodotto che è biodegradabile a terra e a contatto con l’aria lo sia anche in mare.

In effetti il ministro Cingolani ha dichiarato recentemente al Senato di aver “avviato interlocuzioni con la Commissione Ue affinché le plastiche biodegradabili e compostabili vengano considerate alternative sostenibili alle plastiche standard. Inoltre, ho rappresentato per lettera che non è giustificabile considerare come plastica i prodotti a base di carta con sottilissimi rivestimenti in plastica”. Poi ha aggiunto di ritenere “che le bioplastiche, nonché i prodotti a base di carta con un sottilissimo rivestimento plastico debbano essere considerati come alternative sostenibili per una rapida transizione verso l’economia circolare”.

Nonostante le assicurazioni di Cingolani, le aziende tradizionali del settore non sprizzano gioia. Il rischio di perdere la leadership dell’usa e getta è alto. Nel 2019, infatti, il Bel Paese ha coperto il 30% della produzione europea di stoviglie monouso tradizionale per un giro d’affari che si avvicina a un miliardo di euro. Quanto agli occupat...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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