Le badanti senza Green Pass devono essere allontanate dalle case. Le faq del governo

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A worker checking green pass certificate in L'Aquila, Italy, on October 15, 2021. On October 15 green card certification becomes mandatory for all workers. (Photo by Lorenzo Di Cola/NurPhoto via Getty Images) (Photo: NurPhoto via NurPhoto via Getty Images)
A worker checking green pass certificate in L'Aquila, Italy, on October 15, 2021. On October 15 green card certification becomes mandatory for all workers. (Photo by Lorenzo Di Cola/NurPhoto via Getty Images) (Photo: NurPhoto via NurPhoto via Getty Images)

Le badanti senza Green Pass dovranno lasciare il luogo di lavoro e il certificato verde ora diventa obbligatorio anche per gli autotrasportatori stranieri. Sono solo alcuni dei contenuti delle faq pubblicate oggi sul sito di Palazzo Chigi proprio in merito all’obbligo di Green Pass per i lavoratori.

Le badanti senza Green Pass: non più solo sospese

“Se la badante non possiede il green pass non potrà accedere al luogo di lavoro e se è convivente dovrà abbandonare l’alloggio, anche perché prevale il diritto della persona assistita di poter fruire senza soluzione di continuità della assistenza ricorrendo ad altro idoneo lavoratore”. Questa la decisione del governo in merito al certificato verde per le badanti. Prima del chiarimento del Governo, per questo tipo di lavoratrici, in caso di mancanza di Green Pass era prevista la perdita dello stipendio, ma non l’allontanamento dall’abitazione.

Il governo sottolinea che non sono dovuti vitto e alloggio perché “sono prestazioni in natura aventi natura retributiva sicché, alla luce della disciplina legale e della corrispettività del rapporto di lavoro domestico, è corretta la mancata attribuzione delle stesse in virtù della mancata esecuzione della controprestazione lavorativa”. Palazzo Chigi precisa però che, se la badante è convivente e positiva al Covid, “non potrà allontanarsi dalla casa nella quale vive per la quarantena”.

Obbligo per gli autotrasportatori stranieri

Anche i lavoratori di aziende estere che devono accedere a sedi di imprese o amministrazioni pubbliche in Italia, compresi gli autotrasportatori, devono avere ed esibire il green pass. Le Faq aggiornate sul sito di palazzo Chigi ricordano che, in caso gli autotrasportatori fossero sprovvisti del certificato, le operazioni di carico e scarico potranno essere effettuate dal personale dell’azienda italiana. Prima di questo chiarimento gli autotrasportatori provenienti dall’estero e privi di Green Pass potevano accedere ai luoghi in cui si svolgevano le attività di carico e scarico delle merci, purché non scendessero dal mezzo su cui viaggiavano.

Obbligo per i commercianti all’aperto

L’obbligo di Green pass sussiste anche in capo agli operatori del commercio sulle aree pubbliche la cui “sede lavorativa” è collocata all’aperto. Palazzo Chigi infatti specifica che l’obbligo di Green Pass “non è collegato al fatto che la sede in cui si presta servizio sia all’aperto o al chiuso”.

E se il Green Pass scade durante l’orario di lavoro?

Può succedere che il certificato verde scada durante l’orario lavorativo, ma il dipendente per questo “non può essere allontanato dal luogo di lavoro”. “Il Green pass deve essere valido nel momento in cui il lavoratore effettua il primo accesso quotidiano alla sede di servizio e può scadere durante l’orario di lavoro, senza la necessità di allontanamento del suo possessore” scrive Palazzo Chigi nella Faq.

Chi controlla il certificato nelle aziende?

“Le aziende potranno essere controllate dagli ispettori del lavoro e dalle aziende sanitarie locali, dei quali si avvalgono i prefetti” si legge in una delle Faq pubblicate sul sito di Palazzo Chigi.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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