Le best practice della ristorazione collettiva nella pandemia

featured 1631285
featured 1631285

Roma, 19 lug. (askanews) – “La pandemia, tra nuovi modelli di lavoro e prezzi alle stelle, ha inflitto un duro colpo a molti settori ma quello della ristorazione collettiva è riuscito a resistere e a continuare a svolgere il suo ruolo strategico per la collettività in scuole, ospedali, rsa e aziende. Lo ha fatto puntando su resilienza, innovazione e professionalità. Guardando al futuro, quali sono le sfide più importanti per le aziende? “Lo chiediamo alle aziende che fanno parte di Oricon, Osservatorio Ristorazione Collettiva e Nutrizione”.

Enrico Bartoli (Direttore Divisione Aziende di Sodexo Italia). “Negli ultimi due anni e mezzo di pandemia le aziende hanno continuato a lavorare garantendo prodotti e garantendo l’erogazione dei servizi anche essenziali. La ristorazione collettiva ha avuto un ruolo cruciale in tutto questo perché attraverso la creazione e l’implementazione dei protocolli di sicurezza ha garantito la continuità operativa delle aziende. Non dimentichiamoci che nel mondo produttivo il servizio erogato dalla ristorazione collettiva è parte integrante della giornata lavorativa delle persone. Inoltre, per argomenti più leggeri, il ristorante aziendale è il luogo dove si socializza, dove ci si connette tra le persone: valore assolutamente importante ed essenziale per tutte le organizzazioni. Quindi anche in momenti estremamente difficili il mondo della ristorazione collettiva ha dimostrato di poter erogare pasti sani, equilibrati, nutrizionalmente bilanciati e soprattutto in sicurezza”.

Tutto questo grazie all’introduzione di nuovi modelli organizzativi e maggiori opzioni di servizio.

Vincenzo Di Marco, (Direttore Risorse Umane, Qualità e Sicurezza di Pellegrini). “La Pandemia ha profondamente ridisegnato i concetti di organizzazione del lavoro e luogo di lavoro con tutto ciò che ne consegue in termini di spazi e servizi. Smart working e lockdown hanno modificato le abitudini alimentari e gli stili di vita in pausa pranzo obbligando le aziende della ristorazione collettiva a un’offerta innovativa, smart, attraverso sia i prodotti che i servizi collegati come i pagamenti digitali. Per il cliente diventa importante avere un’offerta integrata al proprio welfare aziendale capace di coniugare un’esperienza innovativa con logiche di sostenibilità attraverso la lotta agli sprechi alimentari”.

La forza lavoro nella Ristorazione collettiva conta circa 96.000 persone, tra cui moltissime donne. Un patrimonio di competenze prezioso che è stato messo a dura prova da pandemia e crisi. Luca Sartelli (People & Organization Executive Director CIRFOOD). “Le persone sono il vero vantaggio competitivo delle nostre imprese. Il loro impegno e la loro passione sono fondamentali e distintivi specialmente in contesti sensibili come le scuole e le strutture sociosanitarie. Le aziende, per assicurare ogni giorno, massimi livelli di servizio, hanno continuato a investire in formazione e aggiornamento a garanzia della professionalità di questo settore e del benessere dei nostri clienti. Tutelare le professionalità di questo settore significa tutelare il lavoro femminile perché come è noto il 90% delle nostre popolazioni aziendali è donna”.

L’inflazione e l’incremento dei costi di materie prime ed energia stanno avendo un grande impatto sulla ristorazione collettiva che deve far fronte a questi nuovi scenari. Paola Bertocchi (Responsabile Sostenibilità Camst Group). “La qualità e la sicurezza alimentare per chi si occupa di ristorazione collettiva sono un elemento fondamentale che deve trovare piena corrispondenza in quelle che sono le politiche di acquisto orientate ovviamente alla sostenibilità. In questo momento sicuramente critico tutto il mondo della ristorazione collettiva sta reagendo e si sta confrontando per trovare nuove soluzioni ai nuovi scenari emergenti. Fra queste soluzioni sicuramente una grande importanza è l’attenzione verso i prodotti del territorio e il sostegno alle economie locali”.

Quasi due anni di scuole a singhiozzo, un virus che ancora circola. La scommessa è coniugare il servizio di ristorazione scolastica all’educazione alimentare. Rosario Ambrosino (Amministratore delegato Elior Italia). “Il pasto a scuola è molto importante per le giovani generazioni, è un fatto di nutrizione, di inclusività, è un fatto soprattutto di educazione alimentare. L’educazione alimentare deve essere messa al centro della ristorazione collettiva scolastica. Dobbiamo sensibilizzare le istituzioni, dobbiamo sensibilizzare le famiglie e la scuola stessa. Per fare sì che la mensa passi dall’essere un luogo in cui si eroga un pasto a un luogo in cui si fa anche educazione alimentare e si fa crescere la cultura verso il cibo delle nuove generazioni”.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli