Le Big Tech puntano sul chip autarchico

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Apple, Amazon, Tesla e Facebook sono solo alcune delle Big Tech che hanno cominciato a portare diversi aspetti nello sviluppo dei propri chip all'interno delle mura di casa. Syed Alam, leader globale dei semiconduttori presso Accenture, ha spiegato a CNBC: “Sempre più spesso queste aziende vogliono chip personalizzati che soddisfino i requisiti specifici delle loro applicazioni piuttosto che utilizzare gli stessi chip generici dei loro concorrenti. Questo dà loro un maggiore controllo sull'integrazione di software e hardware, differenziandoli dalla concorrenza”. I chip appositamente progettati possono anche contribuire a ridurre il consumo di energia dei dispositivi, dagli smartphone ai servizi cloud compresi.

La continua carenza globale di chip ha contribuito in modo definitivo ad accelerare gli sforzi delle grandi aziende per realizzare i propri senza correre il rischio di restare vincolati alle tempistiche dei produttori. Già nel novembre 2020 Apple ha annunciato che stava per realizzare il proprio processore M1, che ora si trova nei suoi nuovi iMac e iPad, mentre, più di recente, Tesla ha annunciato che sta costruendo il chip "Dojo" per addestrare le reti di intelligenza artificiale nei propri data center. La casa automobilistica ha iniziato a produrre automobili con chip AI personalizzati che agevolano il software di bordo nel prendere decisioni in risposta a ciò che sta accadendo in strada.

Baidu il mese scorso ha lanciato il chip "Kunlun 2" progettato per aiutare i dispositivi a elaborare enormi quantità di dati e aumentare la potenza di calcolo. Mentre altri giganti della tecnologia hanno scelto di tenere nascosti i propri progetti di semiconduttori. Google, per esempio, si sta avvicinando al lancio, previsto nel 2023, delle proprie unità di elaborazione centrale, o CPU, per i suoi laptop Chromebook. Amazon, che gestisce il più grande servizio cloud del mondo, sta sviluppando un proprio chip di rete mentre il capo scienziato per l'IA di Facebook ha dichiarato già nel 2019 che la società sta lavorando a una nuova classe di semiconduttori. Il lavoro delle Big Tech su queste tecnologie riguarda, per il momento, però, solo il design e lo sviluppo; la produzione è ancora troppo costosa per essere svolta internamente.

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