Le categorie si appellano a Patuanelli: ecco le nostre priorità

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 15 feb. (askanews) - Il neo ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Stefano Patuanelli, nuovo inquilino del dicastero di via XX Settembre, dovrà bruciare le tappe considerate le urgenze del settore agricolo: tante sono le attese e le istanze provenienti dall'intera filiera dell'agroalimentare italiano. E tante sono le sfide sul tavolo, sia a livello interno sia comunitario, da affrontare in uno scenario economico a tinte fosche a causa della crisi dovuta alla pandemia da Covid-19, che sta mettendo in ginocchio interi comparti, a partire dalla ristorazione.

Se è ormai scontata l'approvazione da parte del Parlamento della nuova Legge sull'agricoltura biologica, il ministero dovrà poi però assicurare immediatamente il massimo impegno per la sua rapida e concreta attuazione, come richiesto dalle associazione del biologico. Sempre in tema bio, un altro impegno prioritario, condiviso con i ministeri della Salute e della Transizione Ecologica, sarà l'approvazione del nuovo Piano di Azione Nazionale per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, scaduto dal febbraio 2018. Si tratta del principale strumento per l'attuazione della Direttiva Ue sui pesticidi, 2009/128/CE, fondamentale per poter raggiungere gli obiettivi delle Strategie Ue "Farm to Fork" e "Biodiversità 2030". Proprio gli obiettivi fissati da queste strategie impongono alla agricoltura italiana, prima in Europa per numero di aziende biologiche (oltre 80.000) e per incidenza del biologico sulla superficie totale (oltre 2 milioni di ettari), di puntare sulla sostenibilità delle produzioni made in Italy.

Nell'agenda del ministro, uno dei primi appuntamenti sarà l'avvio del tavolo di concertazione con le parti sociali ed economiche e la società civile per delineare il piano strategico nazionale per la Pac post 2020, atteso da oltre un anno, per gestire i fondi messi a disposizione dall'Europa. Ma anche dare ascolto alla richiesta delle associazioni agricole in merito a un grande Piano strategico nazionale (Psn) per l'agricoltura, per rendere possibile una programmazione di medio-lungo periodo e individuare politiche e azioni strategiche per il settore agricolo. Un piano tanto più necessario oggi, quando l'Italia si troverà a dovere gestire non solo i fondi della Pac, ma anche e soprattutto le risorse straordinarie messe a disposizione dal Recovery Fund.

Quanto al Recovery Plan (il Piano nazionale di ripresa e resilienza), che destina alla agricoltura 2,5 miliardi di euro, le associazioni chiedono che l'agricoltura 4.0 sia il pilastro della ripresa economica dell'Italia e che il Pnrr sia scritto in questo senso, puntando soprattutto sulla modernizzazione e la digitalizzazione del settore.

In materia di vino, il titolare del Mipaaf dovrà mettere mano ai decreti applicativi mancanti del Testo unico del vino, oltre ai decreti attuativi dello standard di sostenibilità e del Fondo per le filiere e per lo stoccaggio dei vini di qualità.

Di stringente attualità è la grave crisi della ristorazione a seguito delle restrizioni imposte dalla pandemia: proprio oggi la Fipe-Confommercio ha chiesto un intervento "immediato" da parte del neo ministro sul fronte dei ristori e, in dettaglio, del bonus ristorazione che, al momento, nonostante siano passati già due mesi dall'ultima data utile per la presentazione delle richieste (15 dicembre), non è stato ancora erogato ai 46mila imprenditori della ristorazione che ne hanno fatto richiesta.

Anche il mondo della pesca è in attesa: in primo luogo, di un chiarimento rispetto al decreto della D.G. Pesca del Mipaaf, recentemente pubblicato, con il quale vengono ulteriormente aumentate, in alcuni casi raddoppiate rispetto allo scorso anno, le giornate di fermo della pesca a strascico per il 2021. Un provvedimento che rischia di mettere in ginocchio il comparto già duramente provato dal Covid. Federpesca ha già chiesto un confronto urgente con il neo ministro. E, sul tavolo, il comparto metterà anche la necessità di un rilancio complessivo della competitività della pesca italiana: difesa in Europa della specificità della pesca nel Mediterraneo, semplificazione amministrativa e introduzione di un ammortizzatore sociale strutturato.