"Le cattiverie sui social le facevano male. L'ultimo sms di Nadia per me? Never give up, mai arrendersi"

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Chi meglio di lui potrebbe raccontare il coraggio e la tenacia di Nadia Toffa, con la quale conduceva fianco a fianco le Iene dal 2016. Paolo Calabresi nel corso di un’intervista al Corriere, ha voluto ricordare l’amica e collega morta di cancro a soli 40 anni, dall’esordio nel programma alla malattia, affrontata con lo stesso sfrontato sorriso che la contraddistingueva. Calabresi, diventato “Iena” nel 2008 ricorda bene l’ingresso in redazione di Nadia, nel 2009:

″È arrivata come se ne è andata, con un grande sorriso e una grande energia. Li ha portati in redazione, regalando a tutti tanta allegria”

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Per la giornalista non è mai stato un problema lavorare in una redazione prevalentemente maschile, i commenti social, invece, le facevano male:

“Si confondeva più tra i maschi che tra le donne. Aveva quel sorriso che ha mantenuto fino alla fine, era il sorriso di una persona determinata. Aveva una tendenza particolare alla dimensione social, da cui è arrivata anche qualche cattiveria. Ne soffriva e non riusciva ad accettarlo”

VIDEO - La sua lotta al “bastardo” in 10 frasi simbolo 

 

Non aveva problemi a parlare della malattia che l’ha colpita a fine 2017, anche se non raccontava i dettagli:

“Raccontava quello che era successo con tranquillità però non entrava nello specifico; la mia sensazione era che lo facesse per non spaventare e non spaventarsi”

Nadia voleva essere trattata normalmente, non lo ha mai nascosto:

“Io le ripetevo che stava molto meglio con le parrucche che con i suoi capelli. Ridevamo quando dovevamo imparare i nostri balletti. Era venuta in radio da me a presentare la sua canzone, Diamante Briciola: le dicevo che era di una bruttezza senza precedenti e lei ne era consapevole, poi off line abbiamo riso parecchio”

VIDEO - La lunga coda per l’ultimo saluto a Nadia Toffa 

 

Paolo Calabresi non ha dubbi quando gli viene chiesto cosa gli piaceva...

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