Le emergenze che l'esecutivo di Mario Draghi dovrà affrontare

·2 minuto per la lettura
Draghi, le priorità del nuovo governo: dai vaccini al Recovery plan
Draghi, le priorità del nuovo governo: dai vaccini al Recovery plan

A meno di 24 ore dal giuramento ufficiale del nuovo governo guidato da Mario Draghi iniziano a farsi largo le priorità che l’esecutivo dovrà affrontare nei prossimo giorni per far ripartire il Paese. L’ex presidente della BCE ha già più volte sottolineato quelle che saranno le parole chiave della sua azione governativa: giovani, ambiente e vaccini. A queste si aggiungono anche le cinque emergenze che attualmente affliggono l’Italia sia strutturalmente che in maniera contingente alla pandemia di coronavirus: sanitaria, economica, sociale, educativa, culturale.

Governo, le priorità che Draghi dovrà affrontare

Tra i primi nodi che Draghi si troverà a dover sciogliere ci sarà quello del piano vaccinale, che il presidente del Consiglio punta a far assomigliare maggiormente al modello inglese, con un’accelerazione della logistica, della produzione e dell’approvvigionamento delle dosi. A seguire troviamo poi il capitolo riguardante la scuola, con l’opzione di prolungare il calendario scolastico e la speranza almeno per quest’anno di non arrivare a settembre con cattedre scoperte.

Sul tavolo ovviamente anche le misure di sostegno nei confronti di cittadini e imprese, con il nuovo governo che dovrà decidere come spendere i 32 miliardi di euro di deficit già autorizzati dal precedente esecutivo. Il mantra di Draghi è quello di utilizzare tale denaro per il cosiddetto “debito buono”, cioè senza sperperarlo in bonus sul breve periodo ma utilizzandolo per interventi di sostenibilità ambientale e per la creazione di posti di lavoro.

Sotto questo punto di vista il governo dovrà inoltre intervenire in merito alla proroga delle casse integrazioni e alla fine del blocco dei licenziamenti. Sempre inerente al mondo del lavoro infine tornerà in auge la vicenda dell’Ilva di Taranto, a proposito della quale una recente sentenza del TAR di Lecce ha imposto di fermare le attività più inquinanti dello stabilimento al massimo entro due mesi.

Il nodo del Recovery plan

Uno dei punti salienti che verranno affrontati nelle prossime settimane sarà poi quello del Recovery plan, che secondo le previsioni sarà fortemente rivisto aumentando i fondi alla sanità e diminuendo drasticamente i vari bonus inseriti dal governo Conte. Contemporaneamente il Parlamento si troverà a discutere le tre grandi riforme messe in cantiere da Draghi: la riforma del fisco in senso progressivo, la riforma della pubblica amministrazione e la riforma della giustizia civile.