Le folli teorie sul complotto Covid-19, virale come le bufale che lo circondano

Virus Abstract with World Map Background (Photo: onurdongel via Getty Images)

Covid-19, virale come le bufale che lo circondano. È colpa degli americani, progetto dei russi, responsabilità dei cinesi, piano segreto degli israeliani. Della Cia, del Kgb, del Mossad. Il coronavirus è un’apocalisse in provetta, nato da una formula chimica per lo sterminio della razza umana, un’arma biologica cinese: è la teoria propagata all’oltre il milione di utenti che hanno visto un video, ora vietato dalla piattaforma Youtube, realizzato oltreoceano dai ragazzi del canale Us Military Times.

“Peggio di Chernobyl”. Chi in America guarda Fox News e ascolta Tom Cotton, senatore repubblicano dell’Arkansas, apprende che l’origine del virus è rintracciabile in un laboratorio biochimico cinese di Wuhan, città focolaio. Dopo aver sfoderato le stesse teorie di Steve Bannon, cardinale grigio di Trump, il politico ribadisce che “non abbiamo prove che la malattia sia originata lì” ma è l’incompetente, disonesta, comunista Cina che “non fornisce alcuna evidenza”.

Per altri americani è colpa degli americani: per Alex Jones, gran maestro della cospirazione e pastore di greggi di haters sul canale Infowars, gli Usa seguono il “piano Wuhan” e c’è un massivo “cover up”, insabbiamento in atto.

Il coronavirus è un’arma biologica, ma non cinese. È il verdetto del Medio Oriente. Il virus è “parte di una guerra economica e psicologica degli Usa contro la Cina, per indebolirla presentandola come Paese malato” scrive su Al Watan, quotidiano in lingua araba, Saud Al Shehry, secondo cui “non è una coincidenza” che non ci siano morti di Covid-19 da Tel Aviv a Washington: la malattia è stata “deliberatamente creata per trarre vantaggio dalla vendita di vaccini” da israeliani e americani.

Per intorbidire l’informazione si riduce la verità al suo massimo grado di irrilevanza. Coronavirus, predato da manipolatori di paure collettive e inseguito da tutti, adesso anche dall’Sbu, servizi segreti ucraini. Barricate di fuoco e scontri con la polizia hanno illuminato la notte di Kharkiv in seguito all’assalto dell’autobus che trasportava dei cittadini di ritorno dalla Cina. Un certificato sigillato dal Ministero della Salute di Kiev ne testimoniava l’infezione, un’informazione di contagio falsa quanto il documento stesso, condiviso però migliaia di volte in rete senza verificare. Oleksiy Kucher, governatore della Regione, è dovuto intervenire per rassicurare che “a bordo erano tutti sani”. 

Abbiamo visto l’intero ecosistema della disinformazione in azione, migliaia di account falsi sui social media spingevano verso gli stessi temi” hanno chiosato le autorità Usa dopo il monitoraggio di una campagna di fake news coordinata da un vespaio di troll poliglotti che, in inglese, francese, italiano, tedesco, hanno ripetuto che il Coronavirus è un’arma biologica della Cia. “Attori maligni russi di nuovo mettono a rischio e minano la sicurezza americana” ha tuonato Philip Reeker, assistente segretario per Europa ed Eurasia. Massimizzare i danni, capitalizzare la paura dietro i monitor: lo stesso schema che agli americani ricorda l’operazione Infektion del Kgb negli anni ’80, quando i servizi segreti russi hanno convinto molti che l’Hiv era stato sintetizzato dagli scienziati a stelle e strisce. Tutto questo però è “una storia deliberatamente falsa” per Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri di Mosca che ha respinto le accuse a Washington.

Non solo troll avvolti nei gangli remoti del web, ma anche virusologhia da condividere all’ora di cena, in silenzio davanti agli schermi accesi quando parla Mosca. In mascherina chirurgica sono i presentatori del Canale 1, a volto scoperto gli esperti di armi biologiche e chimiche intervistati, solerti nello sciorinare collegamenti tra strutture molecolari della patologia e dettagli di trame geopolitiche. 

Nelle pagine della Komsomolskaya pravda si può leggere invece che il Corona è una “bomba razziale, colpisce esclusivamente gli affetti da sindrome di Down”.

Solo pochi giorni fa il Centro per la prevenzione della salute Usa ha dovuto smentire un reportage della tv asiatica Asahi, secondo cui decine di americani sono già morti senza sapere di essere infetti. Questa è l’epidemia al tempo dei troll. Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore Oms, ha chiosato riguardo un’emergenza ormai doppia: “all’Organizzazione mondiale della sanità non stiamo combattendo solo il virus, ma anche i troll e le teorie di cospirazione che indeboliscono la nostra risposta”.

A detailed map of the world illustrating the spread of the epidemic from China. Vector illustration. (Photo: Dzyuba via Getty Images)

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