Le fotografie di Andy Warhol, alle origini della mitologia Pop

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Image from askanews web site
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Milano, 17 set. (askanews) - Andy Warhol appartiene, al pari di molte delle sue opere, all'immaginario collettivo della società globale. Tanto che l'annuncio di una nuova mostra su di lui potrebbe fare sorgere il dubbio di trovarsi di fronte a qualcosa di già visto, perfino un po' scontato. Ma se a pensare a Warhol è un gallerista come Tommaso Calabro, colto e brillante, e se il medium che viene proposto è quello fotografico, cruciale nella visione warholiana, ma meno esplorato di altri a livello di eventi mainstream, ecco che la prospettiva cambia e la visita nella galleria milanese è un'occasione per guardare da un'altra angolazione alla genesi delle sue icone pittoriche, così come un modo per avvicinare il vero sguardo dell'artista, che lui stesso, cavalcando la filosofia della riproducibilità totale e dell'impersonalità dell'arte, ha voluto caparbiamente celare. Quasi come i suoi occhi dietro gli occhiali da sole, o la sua persona dietro il personaggio.

"Instant Warhol" presenta una selezione di Polaroid e stampe alla gelatina d'argento - pezzi unici, ricorda il gallerista - in cui compaiono amici della cerchia di Warhol, star del cinema, celebrità e membri del jet set internazionale, come l'imprenditore Gianni Agnelli, l'attrice Bianca Jagger, la cantante Grace Jones, e i fashion designer Halston, Gianfranco Ferrè e Diane von Furstenberg. Sono inclusi alcuni autoritratti dello stesso Warhol, in cui l'artista compare truccato da drag queen o con indosso la sua leggendaria parrucca bionda.

L'esplorazione dell'artista sull'identità di genere è esemplificata da un gruppo di Polaroid dalla serie esplicita Sex Parts and Torsos, in cui compaiono parti nude del corpo maschile all'altezza della vita, e dalla serie Ladies and Gentlemen, commissionata dal mercante d'arte torinese Luciano Anselmino nel 1975. Anselmino richiese a Warhol 105 dipinti di uomini travestiti, ma l'artista ne realizzò oltre il doppio basandosi su circa cinquecento Polaroid di quattordici drag queen nere e ispaniche reclutate nelle strade del West Village, nei dintorni dei Chelsea Piers e in bar come il Gilded Grape a Hell's Kitchen.

Infine, alcuni scatti raffiguranti scarpe e frammenti di vita cittadina rivelano l'ampio spettro di soggetti con cui Warhol interagiva attraverso la macchina fotografica.

Per Warhol le fotografie erano opere d'arte, mezzi di sperimentazione e di documentazione biografica, mentre la fotocamera era il suo personale dispositivo di registrazione del mondo esterno. La varietà dei soggetti, che Warhol oggettivava, rendeva glamour o eroicizzava, rivela la sua fascinazione per la fama e l'identità di genere, la sua concezione di amicizia e collaborazione, così come l'indagine continua sui concetti di originalità e paternità dell'opera d'arte.

Con questa mostra - organizzata dalla Galleria d'arte Tommaso Calabro in collaborazione con James R. Hedges, oggi ritenuto il più importante collezionista privato di fotografie di Andy Warhol al mondo - la galleria vuole sottolineare il ruolo cruciale che la fotografia ebbe nel lavoro e nella vita di Warhol per la definizione di un'estetica distintamente Pop. E anche, ci permettiamo di aggiungere noi, di fornire un tassello ulteriore per comporre un ritratto più veritiero dell'artista che, a parte tutti, nessuno conosce.

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