Le frontiere chiuse agli Usa causano al turismo un buco da 1,8 miliardi

AGI - Una perdita di 1,8 miliardi di euro per il turismo italiano con le frontiere chiuse durante l'estate agli americani che sono i viaggiatori stranieri più presenti in Italia, al di fuori dai confini comunitari. Il calcolo è di Coldiretti, secondo cui gli americani valgono 12,4 milioni di pernottamenti durante l'estate in base a elaborazioni su dati Bankitalia relativi al terzo trimestre del 2019. "Una perdita importante che - sottolinea Coldiretti - si somma a quelle dei viaggiatori provenienti dalla Russia che sono stati in costante crescita negli ultimi anni mentre deboli segnali arrivano ancora sulle presenze da Germania e nord Europa nonostante la riapertura delle frontiere da quasi 15 giorni. I turisti statunitensi hanno un budget elevato e come mete privilegiate in Italia le città d'arte che risentiranno più pesantemente della loro mancanza ma - continua la Coldiretti - prestano anche particolare attenzione alla qualità dell'alimentazione per la quale destinano una quota elevata della spesa durante la vacanza.

"A pesare - rileva Coldiretti - è anche il venir meno della leva positiva del turismo sulle esportazioni nazionali con i turisti che al ritorno in patria cercano sugli scaffali i prodotti gustati durante il viaggio. Non mancano le preoccupazioni sugli effetti che la decisione dell'Unione Europea potrebbe avere sulla guerra commerciale in atto con gli Stati Uniti con il Presidente Donald Trump che - ricorda Coldiretti - ha appena pubblicato la lista definitiva dei prodotti e dei Paesi europei sotto esame per nuovi dazi che per l'Italia interessa i 2/3 del valore dell'export agroalimentare e si estende tra l'altro vino, olio e pasta Made in Italy oltre ai formaggi e salumi che sono stati già colpiti".

Coldiretti sostiene che "il vuoto dei turisti stranieri non viene peraltro compensato dal turismo domestico con appena 34 milioni gli italiani che hanno deciso di andare in vacanza per almeno qualche giorno nell'estate 2020, in calo del 13% secondo l'analisi Coldiretti/Ixè che evidenzia comunque che l'Italia è di gran lunga la destinazione preferita dal 93% degli italiani rispetto all'86%% dello scorso anno. A rischio c'è un sistema turistico Made in Italy che si compone di 612mila imprese con oltre 700 mila unità locali e rappresenta - conclude Coldiretti - il 10,1% del sistema produttivo nazionale, superando il settore manifatturiero, con 2,7 milioni di lavoratori, il 12,6% dell'occupazione nazionale secondo Unioncamere".