Le grandi banche statunitensi non dovranno più affrontare le restrizioni dell'era Covid

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AGI - Le grandi banche statunitensi non dovranno più affrontare le restrizioni dell'era Covid in merito a buyback e dividendi. Lo ha annunciato la Federal Reserve dopo i risultati del suo ultimo stress test. La banca centrale Usa ha affermato che i test hanno rilevato che 23 delle più grandi banche subirebbero perdite combinate di 474 miliardi di dollari in un'ipotetica grave recessione, ma ciò le lascerebbe comunque con più del doppio del capitale richiesto dalle regole della Fed.

Di conseguenza, la banca centrale americana alzerà i limiti sui riacquisti di azioni e sui dividendi che aveva messo in atto all'inizio della pandemia di coronavirus. I risultati saranno accolti con un sospiro di sollievo a Wall Street: gli analisti si aspettano che banche come JPMorgan Chase, Bank of America e Goldman Sachs potranno pagare agli investitori più di 100 miliardi di dollari nei prossimi quattro trimestri.

La gravità delle perdite sarà un fattore nella definizione dei nuovi requisiti patrimoniali per ciascuna azienda e fisserà limiti per i dividendi futuri e buyback. La Fed ha spiegato che le banche dovranno aspettare fino alla chiusura dei mercati lunedì per annunciare i dividendi. Anche gli istituti che hanno subito pesanti perdite nel test, che prevedeva una contrazione economica del 4%, hanno conservato coefficienti patrimoniali soddisfacenti, più del doppio del minimo imposto dalle regole.

I risultati odierni supportano la posizione del vicepresidente della Fed Randal Quarles secondo cui le banche hanno agito bene durante la pandemia e alla riapertura completa dell'economia potranno operare da una posizione di forza. "Nell'ultimo anno, la Federal Reserve ha eseguito tre stress test con diverse ipotetiche recessioni e tutte hanno confermato che il sistema bancario è fortemente posizionato per supportare la ripresa in corso", ha affermato Quarles.

La Fed ha iniziato a normalizzare l'attività finanziaria delle banche a dicembre, consentendo alle società di iniziare a riacquistare azioni e a pagare dividendi, anche se in dimensione ridotta.

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