Le Iene mostrano nuove contraddizioni sulla morte di Mario Biondo

Mario Biondo Le Iene

A distanza di anni dalla morte di Mario Biondo, i genitori continuano a lottare contro le numerose anomalie che hanno fatto parlare di un suicidio quando invece, a loro detta, si trattò di un omicidio: Le Iene hanno mostrato nuovi elementi che avvalorerebbero questa tesi.

Il caso di Mario Biondo a Le Iene

Il giovane cameraman è stato trovato impiccato nel soggiorno del suo appartamento a Madrid. La Spagna aveva archiviato il suo caso come un suicidio dopo aver effettuato un’autopsia, ma per la famiglia ci sono troppi indizi per ritenere che Mario sia stato ucciso. Per questo aveva fatto commissionare altre due autopsie in Italia, che hanno però confermato l’ipotesi originaria.

Le Iene hanno riscontrato numerose anomalie nell’effettuazione degli esami autoptici. Innanzitutto hanno rivelato come all’altezza della tempia Mario avesse un segno che solo nel 2016 i periti della famiglia misero in evidenza. Nessuno dei medici legali l’aveva infatti segnalato. Solo nella nuova autopsia è stato ammesso, sostenendo che sia stato prodotto quando il giovane era ancora in vita. Questo avvalorerebbe dunque l’ipotesi di omicidio.

Il segno sarebbe infatti compatibile con la botta con un posacenere di vetro, oggetto effettivamente trovato nella sua sala. Nel documento dell’ultima autopsia c’è però scritto anche che quel colpo non avrebbe dovuto provocare alcuno stordimento. Questo perché secondo le analisi non ci sarebbero segni di emorragia.

La ragione dell’assenza di quei segni è legata al fatto che non è stato prelevato l’encefalo corrispondente a quella zona, bensì quello posteriore. Procaccianti, il medico legale che effettuò la prima autopsia in Italia, conservò infatti solo quello perché non aveva visto la botta, e ora del suo corpo non rimane più nulla per cui è impossibile recuperarlo.

Ma c’è di più. Le parti del corpo selezionate dagli esami autoptici vengono normalmente messe su un supporto, di solito un vetrino o un panetto. Ognuno di essi ha un numero che identifica il corpo a cui appartengono. Sui panetti consegnati alla famiglia Biondo ci sarebbero però stati dei numeri contraffatti. Quelli relativi al corpo di Mario sono infatti contrassegnati dalla cifra 5713, ma su alcuni si vede come il numero presente sia 5113 in cui il primo 1 è stato corretto con un pennarello facendolo diventare 7. E casualmente si è scoperto che l’autopsia con numero 5113 è stata condotta dallo stesso Procaccianti, rendendo plausibile l’ipotesi che si sia trattato di manomissione.

Il medico legale della terza autopsia, nonostante le evidenti correzioni dei numeri, ha comunque attribuito tutti i reperti alla stessa persona. Interdetta di fronte a questa situazione, la madre di Biondo ha esclamato un: “Devo dimostrare a tutto il mondo che mio figlio è stato ammazzato perché devo dargli dignità”.