'Le Iene', Tribunale Torino annulla rinvio a giudizio per Antonino Monteleone

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Il 29 maggio scorso il giudice delle indagini preliminari di Torino aveva disposto il rinvio a giudizio dell'inviato delle Iene Antonino Monteleone per diffamazione nei confronti dell’ex consigliere di amministrazione di Banca Mps e consulente dello Ior Michele Briamonte. Il suo avvocato, Nicola Menardo, si legge sul sito de 'Le Iene', "aveva trionfalisticamente dichiarato: 'Lo scopo di questa iniziativa giudiziaria è quello di contrastare fake news che non hanno nulla a che vedere con la verità. Affronteremo il processo con questo obiettivo'. Abbiamo immediatamente replicato che il lavoro delle Iene su un’inchiesta durata mesi non poteva sbrigativamente essere liquidato come 'fake news', che quell’udienza non avrebbe dovuto svolgersi a causa dei protocolli sul Covid e si era tenuta senza che Monteleone, privo del suo avvocato di fiducia, potesse sviluppare la sua difesa". La vicenda "riguarda la nostra inchiesta sulla morte di David Rossi", si precisa.

"Oggi - aggiungono Le Iene - il Tribunale di Torino ci ha dato ragione annullando il decreto che disponeva il giudizio e quindi, con buona pace dell’avvocato Menardo, l’udienza preliminare dovrà svolgersi di nuovo. Accetteremo come sempre ogni decisione del Tribunale, qualunque essa sia, dopo però almeno avere avuto la possibilità di esporre le nostre ragioni".

“Quando si è svolta l’udienza del 29 maggio scorso il Giudice dell’Udienza Preliminare avrebbe dovuto rinviare l’udienza in data successiva al primo settembre, come stabilito dal protocollo, per il trattamento in sicurezza delle udienze adottato dal Tribunale di Torino. L’avvocato Stefano Toniolo ha illustrato al Giudice che il rinvio a giudizio in mia assenza ha costituito una indebita compressione del mio diritto di difesa. A quell’udienza non abbiamo partecipato con buona ragione, come oggi ha riconosciuto il Tribunale. Il processo ripartirà dall’udienza preliminare”. Così l'inviato delle Iene Antonino Monteleone commenta la decisione del Tribunale di Torino.