Le imprese franco-italiane unite nel segno della sostenibilità

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Le imprese franco-italiane unite nel segno della sostenibilità
Le imprese franco-italiane unite nel segno della sostenibilità

Milano, 26 ott. (askanews) – Una crescita sostenibile, che trovi soluzioni alle grandi questioni sociali e ambientali del nostro tempo, non può prescindere dalle imprese. Anzi, in esse vede un attore chiave per l’innovazione e lo sviluppo, ancor più in questa fase, in cui l’emergenza sanitaria acuisce divari e disuguaglianze. Proprio partendo da questo principio all’interno della Camera di commercio francese in Italia è nato un club, il Club della Csr che già nel suo manifesto dichiara la volontà di operare insieme per “generare impatto e valore” nel nostro Paese. Ne abbiamo parlato con Denis Delespaul, presidente dell’ente camerale francese in Italia:

“Il mondo – dice – sta cambiando profondamente e come camera di commercio francese in Italia siamo convinti che le aziende devono fare politica, non la politica classica, ma quella pragmatica, concreta vale a dire essere attori in un modo etico e questo è l’obiettivo sul quale è nato questo progetto di corporate social responsability in Italia”.

Per le aziende che hanno aderito a questo club – per ora parliamo di Altran, B&B, BNP Paribas, Capgemini, Essilor, Harmonie Mutuelle, Havas, Lactalis, Mazars, Roveda e Siram by Veolia – significa perseguire la sostenibilità come obiettivo comune operando concretamente sul territorio e nella comunità di cui fanno parte. Mauro Bombacigno, direttore engagement Bnl e Bnp Paribas in Italia

“Una delle grandi frontiere che ci piacciono molto della sostenibilità accentuato dal post Covid è che questo è un terreno per coalizioni come le chiamiamo noi perché: la soluzione può essere soprattutto di tante entità che si mettono assieme perché le tematiche sono diverse e ognuno può contribuire con un know how diverso”.

Il primo segno concreto di questa iniziativa è proprio il manifesto della sostenibilità, un documento che si fonda su quattro punti: supporto volontaristico alle associazioni presenti sul territorio, soluzioni tecnologiche per l’accesso a servizi e formazione delle persone più disagiate, iniziative per la crescita personale e il contrasto delle disuguaglianze e, infine, sviluppo di una strategia aziendale che contempli i temi ambientali e sociali. Tutti ambiti che il Club Csr ha elaborato partendo dalla definizione dei propri obiettivi:

“Gli obiettivi di questo club sono tre: il primo di condividere le best practice – afferma Delespaul – il secondo elemento è di condividere, di fare un’azione comune perché insieme siamo più forti, possiamo concentrarci su qualcosa e poi il terzo è che questa forza economica d’immagine sotto il cappello della camera di commercio ha la possibilità di creare eventi che possono colpire”.

La Chambre conta oggi più di 300 soci, che non sono solo imprese francesi con interessi nel nostro Paese ma anche realtà italiane che operano Oltralpe. Di qui l’idea di un progetto trasversale che di fatto crea uno spazio di discussione comune intorno ai temi della sostenibilità ambientale e sociale: “Tra i nostri Paesi al di là dell’aspetto culturale, storico ed economico c’è una complementarietà che è quasi unica in Europa quindi la storia, la complementarietà, la volontà delle persone hanno creato un cocktail che ci ha fatto pensare come camera di commercio che fosse il momento di creare questo club”.

L’idea, come ha sottolineato Bombacigno, è quella di generare un impatto stabile e sicuro nel tempo sulle comunità e sul territorio, che vada al di là della filantropia, meritevole ma discontinua: “La filantropia può funzionare un anno, due, ma c’è l’incertezza di quello che viene allocato ogni anno mentre quello che abbiamo in mente noi sono impatti più strutturali. Sono un qualche cosa che vuole mettere al servizio di queste tematiche quello che sappiamo fare”.

Il Club indirizzerà la sua azione su tutto il territorio nazionale con una forte attenzione alle comunità più vicine alle singole realtà imprenditoriali.