Le Isole Marshall sono più radioattive di Chernobyl

L'atollo di Bikini, parte delle Isole Marshall, nell'Oceano Pacifico, riprese da satellite nel marzo 2017 (Photo by Copernicus Sentinel Data 2017/Orbital Horizon/Gallo Images/Getty)

Con il successo globale della serie tv targata Sky “Chernobyl” si è tornati a parlare del nucleare, un tema ancora molto discusso e temuto. La Columbia University ha condotto delle indagini nelle Isole Marshall, nell'Oceano Pacifico, dove gli Stati Uniti hanno condotto una serie di test atomici dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Il risultato delle ricerche, pubblicati in due studi, è che in alcune zone delle Isole Marshall i livelli di radioattività sarebbero 1000 volte più alti di quelli del disastro di Chernobyl.

Tra il 1946 e il 1958 le Isole Marshall, che oggi sono una repubblica indipendente dell'Oceania, hanno ospitato 67 esperimenti atomici ad opera dell'esercito americano, all'interno di quello che era stato nominato Pacific Proving Grounds. Tra questi, il più famoso fu il "Castle Bravo", con sede nell'atollo di Bikini, che risulta ancora oggi il più grande test nucleare mai condotto dagli Stati Uniti. Si tratta anche di uno dei più controversi: la detonazione avvenne senza evacuare gli atolli vicini, che furono investiti dal fallout radioattivo, con conseguenze per la popolazione locale.

La spiaggia di Majuro nelle Isole Marshall (Photo by: Education Images/Universal Images Group via Getty Images)

In 38 campioni di suolo prelevati da 11 isole diverse, la Columbia University ha rilevato la massiccia presenza di elementi radioattivi, tra cui due tipi di plutonio, il cesio e l'americio. In diversi luoghi, proprio l'isotopo americio-241 abbonda più di quanto riscontrato a Chernobyl tramite le misurazioni del 2009.

I ricercatori hanno testato i livelli di isotopi radiottivi nel suolo e nelle risorse alimentari e hanno trovato “una vera minaccia” sull’isola Runit.

“La presenza di isotopi radioattivi sull’Isola di Runit è una vera preoccupazione, e i residenti dovrebbero essere avvertiti”, hanno detto i ricercatori.

"Inoltre, il ripascimento degli isotopi esistenti al largo delle isole nell'oceano dagli agenti atmosferici e il continuo innalzamento del livello del mare continua a minacciare, contaminando ulteriormente la laguna e l'oceano in generale.” Sull’atollo di Bikini, gli studiosi hanno trovato concentrazioni di un materiale radioattivo 1000-1500 volte più alti rispetto alle aree colpite dai disastri di Chernobyl e Fukushima.”

I ricercatori hanno inoltre scoperto che diversi frutti contengono una quantità di cesio-137 che sfora gli standard di sicurezza imposti dalla comunità internazionale.

Nel complesso, i dati raccolti documentano che quattro isole settentrionali, ossia Runit, Enjebi, Bikini e Naen, sono più contaminate delle aree limitrofe alla centrale di Chernobyl. Le località sono fortunatamente per la maggior parte disabitate, ma i ricercatori sconsigliano di recarvisi.