Le manovre militari di Pechino e il caso Pelosi portano la tensione nel quadrante alle stelle

Un caccia da supremazia aerea cinese J-20
Un caccia da supremazia aerea cinese J-20

L’annuncio di Taiwan non lascia spazio a dubbi: “Ci prepariamo alla guerra”. Le manovre militari di Pechino e il caso innescato dall’arrivo della speaker della Camera Usa Nancy Pelosi portano la tensione del quadrante alle stelle. Quali manovre? Quelle con cui la Cina ha dato il via alle 6 di stamane ora italiana, alla più grande esercitazione militare intorno all’isola che rivendica come “sua”. I media cinesi ricordano che si tratta “di manovre militari e d’addestramento su vasta scala”.

Taiwan: “Ci prepariamo alla guerra”

Ma di cosa parliamo? Colpi di artiglieria e di missili in sei aree marittime off-limits a navigazione e sorvolo e che in queste ore sono invece solcate dai minacciosi caccia da supremazia aerea di Pechino J-20. A terra poi, dopo l’arrivo della Pelosi l’Esercito popolare di liberazione sta operando con manovre di terra sulla costa che guarda l’isola. L’Afp ha scritto senza mezzi termini che “l’esercito di Taiwan si prepara alla guerra senza volerla“.

Aerei e navi di Pechino “sconfinano”

Intento alcuni aerei cinesi hanno passato brevemente il confine e 10 navi di Pechino sono entrate nelle acque territoriali di Taipei, al largo ci sono due portaerei cinesi e qualcuno ha sparato proiettili non identificati verso lo Stretto di Taiwan. Il ministero della Difesa ha fatto sapere all’agenzia di stampa Reuters che i suoi militari “continueranno a rafforzare il livello di allerta”. E gli Usa? Non stanno a guardare: la Marina degli Stati Uniti ha fatto fa sapere che la portaerei Ronald Reagan sta effettuando “operazioni programmate” nel Mar delle Filippine. Già, programmate.

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