Le misure restrittive per le regioni in base al loro coefficiente di rischio

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Coronavirus Conte lockdown locali
Coronavirus Conte lockdown locali

In attesa che il governo e gli enti locali trovino un accordo sulle misure contenute nel nuovo dpcm, Conte ha anticipato che le norme non saranno uguali per tutto il territorio nazionale ma ci sarà una differenziazione da parte del Ministero della Salute in base al coefficiente di rischio delle singole aree. Le Regioni saranno infatti divise in tre fasce a seconda del livello di criticità: cosa prevede ciascuna di esse?

Regioni divise in 3 fasce

Il primo livello è quello dei territori in cui ancora non c’è il rischio che la situazione sfugga. Per il momento qui entreranno in vigore soltanto le norme nazionali valide per tutti, tra cui il coprifuoco (ancora non è noto l’orario da cui scatterà, ma probabilmente dalle 18 o dalle 21), la chiusura di musei, mostre e centri commerciali nel fine settimana e le limitazioni agli spostamenti da e verso le regioni ad alto rischio.

La seconda fascia è invece quella delle aree del Paese che rischiano di entrare in sofferenza massima. In queste regioni oltre alle misure nazionali scatteranno altre restrizioni tra cui la chiusura di bar e ristoranti per tutta la giornata e la didattica a distanza per scuole medie (forse dal secondo anno) e superiori. I negozi potranno rimanere aperti così come parrucchieri, barbieri e centri estetici e i cittadini non avranno limitazioni negli spostamenti se non durante il coprifuoco.

Il terzo livello è infine quello delle regioni già in sofferenza massima per cui sono previste misure ancora più stringenti. Qui scatterà infatti un lockdown per due settimane e i cittadini non potranno uscire di casa se non per esigenze di lavoro, necessità e salute da certificare con apposita autodichiarazione. I negozi al dettaglio rimarranno chiusi così come bar, ristoranti, parrucchieri, barbieri e centri estetici. Rimarranno invece apertigli esercizi che vendono beni alimentari, le farmacie, i tabaccai, le pasticcerie e le gelaterie.

Per quanto riguarda le scuole potranno restare aperte le elementari e forse le prime medie mentre per gli studenti delle altre sarà prevista la didattica da remoto. A differenza di quanto accaduto a marzo, le fabbriche, le industrie, gli studi professionali e gli uffici pubblici non verranno chiusi. Al momento sembra che i territori che rischiano di entrare in questa fascia siano Lombardia e Piemonte.