Le modalità con cui è stata uccisa Laura Ziliani

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Laura Ziliani
Laura Ziliani

Laura Ziliani potrebbe essere morta per soffocamento. Sarebbe stata stordita con dei farmaci, per poi essere soffocata con un cuscino nel sonno. Gli investigatori continuano ad indagare e per il momento due delle tre figlie della donna e il fidanzato della maggiore sono in carcere.

Omicidio Laura Ziliani, l’ipotesi su come è stata uccisa: stordita e soffocata

L’ipotesi degli investigatori che stanno indagando sull’omicidio di Laura Ziliani, vigilessa scomparsa e poi trovata morta, è che la donna sia stata stordita con dei farmaci e poi soffocata nel sonno con un cuscino. Al momento due delle sue tre figlie e il fidanzato della maggiore si trovano in carcere. Coloro che stanno cercando di ricostruire le modalità con cui la donna è stata uccisa pensao che potrebbe esserle stato tenuto un cuscino sul volto, in modo da impedirle di respirare e soffocarla. La donna, infatti, non è morta per il cocktail di benzodiazepine con cui è stata avvelenata.

Omicidio Laura Ziliani, l’ipotesi su come è stata uccisa: due figlie e il fidanzato in carcere

Martedì 28 settembre 2021, davanti al giudice delle indagini preliminari, Alessandra Sabatucci, si terranno gli interrogatori di garanzia delle due figlie, Silvia e Paola Zani, e del fidanzato della maggiore, Mirto Milani. Sono loro i tre accusati per l’omicidio della vigilessa Laura Ziliani. Sono finiti in manette lo scorso venerdì 24 settembre. Le due sorelle si trovano nel carcere di Verziano e Milani nel carcere Canton Mombello a Brescia. Secondo gli inquirenti sono stati loro a soffocare la donna nel sonno, probabilmente con un cuscino, dopo averla stordita con dei farmaci.

Omicidio Laura Ziliani, l’ipotesi su come è stata uccisa: il patrimonio

Secondo la ricostruzione della procura di Brescia e le indagini dei carabinieri, le due sorelle e il fidanzato della maggiore avrebbero deciso di uccidere Laura Ziliani per appropriarsi dell’intero patrimonio immobiliare che le due ragazze gestivano in comproprietà con la madre, dopo la morte del padre. Laura Ziliani gestiva questo patrimonio a nome di tutti. L’omicidio sarebbe stato programmato e tentato in diverse occasioni. Prima dello scorso maggio c’era già stato un tentativo di avvelenamento che, però, si era risolto. Una sostanza velenosa era stata messa nella tisana della donna.

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