Le notizie più importanti della settimana da Bruxelles

La Colombia vuole allineare il suo certificato di vaccinazione a quello dell'Unione europea entro la fine dell'anno. Bogotá si impegna a dare libertà di movimento ai cittadini completamente vaccinati.

È il messaggio della vicepresidente del paese sudamericano, Marta Lucía Ramírez, che ha parlato con Euronews durante la sua recente visita a Bruxelles.

Marta Lucía Ramírez: "Abbiamo detto in tutti gli incontri che siamo d'accordo con un controllo digitale del processo di vaccinazione. L'importante è che vengano inseriti tutti i vaccini che sono certificati dagli Stati Uniti e da enti europei. E ovviamente i certificati di vaccinazione. Anche la Colombia ha già il proprio Green Pass per mostrare la propria vaccinazione. Dobbiamo fare in modo che ci sia comunicazione tra i vari sistemi digitali nazionali e che si possano far circolare liberamente i cittadini che hanno completato il ciclo vaccinale".

Il Paese latinoamericano, che vuole vaccinare il 70% della sua popolazione entro la fine di ottobre, non fa parte però della lista dei Paesi verso i quali l'Ue è aperta ai viaggi non essenziali.

Oltre alla sfida della vaccinazione, la Colombia è il secondo Paese al mondo con il maggior numero di rifugiati. Bogotá ha promesso di ospitare 2 milioni di venezuelani, ma Ramírez insiste sul fatto che il paese è al limite.

Marta Lucía Ramírez: "Non abbiamo tempo, non possiamo continuare a perdere tempo accompagnando inesistenti dialoghi che non garantiscono il ritorno della democrazia. Se ci fosse democrazia non ci sarebbero rifugiati".

Per questo Bogotà chiede all'Unione Europea di agire per ripristinare la democrazia in Venezuela.

Marta Lucía Ramírez: "Nessuno in Europa vuole essere uno spettatore che permette alla dittatura di consolidarsi. Al contrario, vogliamo un'Europa attiva che garantisca davvero il ritorno alla democrazia in Venezuela".

Negli ultimi mesi la Colombia ha accolto anche rifugiati haitiani e cubani e ha recentemente promesso di accogliere temporaneamente 4.000 afgani prima che si stabiliscano definitivamente negli Stati Uniti.

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