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Il discorso annuale sullo stato dell'Unione, iniziato per primo dall'allora presidente della Commissione UE Barroso nel 2010, inizialmente era per promuovere tutte le cose buone che l'UE aveva realizzato.

Adesso è diventato costume che l'attuale presidente delinei le priorità e gli impegni per l'anno a venire. Qualcosa che offre un'occasione per riflettere sulle promesse dell'anno precedente.

Il discorso del 2020 è stato il primo pronunciato da Ursula von der Leyen, osservata attentamente dagli osservatori europei.

Così Jon Worth, Blogger europeo e docente: "Ha fatto a malapena una menzione sui vaccini e non ha detto nulla sui green pass. Questi temi sono arrivati all'ordine del giorno solo negli ultimi 12 mesi. Non possiao sapere fino a che punto il suo ultimo discorso avrebbe potuto prevedere cosa è poi accaduto a causa del Covid. Per quello che ha detto sul clima invece, la Commissione ha sostanzialmente fatto la sua parte. La palla ora è nel campo degli Stati membri per questo - per quanto riguarda questo 55% di riduzione delle emissioni di gas serra entro il 2030. "

A luglio la Commissione europea ha delineato la sua politica sul clima, così come aveva promesso la von der Leyen. Questo progetto comprendeva una proposta per porre fine alla vendita di auto a combustibile fossile entro il 2035. La von der Leyen ha anche parlato nel 2020 della necessità che le nazioni europee rispettino i valori democratici.

Non ha menzionato direttamente la Polonia e l'Ungheria dove questi temi sono un problema, ma dal momento del discorso, queste tematiche giocano un ruolo nell'erogazione del fondo salvastati.

Dice Jakob F. Kirkegaard, ricercatore presso il German Marshall Fund: "La stessa von der Leyen sta mostrando gli artigli. La strategia adottata l'estate scorsa, era fondamentalmente quella di ottenere un compromesso. Un compromesso disordinato forse, sui meccanismi di governance e stato di diritto, in modo da mettere in moto la macchina, da mettere a punto il budget e preparare il fondo salvastati. Ma ora siamo in una fase in cui, per quanto sappiamo, i soldi per la Polonia e l'Ungheria potrebbero non esserci".

Il discorso dura ben più di un'ora ed è spesso usato per spargere positività su ciò per cui la Commissione europea vuole il sostegno dei membri votanti nell'europarlamento. C'è però anche rilevanza per i cittadini.

Così Pieter Cleppe, Caporedattore, BrusselsReport.eu: "La gente, e penso anche i media, dovrebbero fare attenzione. Che la si ami o la si detesti, la Commissione Europea è un'istituzione molto potente. Ancora una volta, ha il monopolio di avviare la regolamentazione per oltre 400 milioni di europei".

Come ogni anno, il discorso sarà utilizzato per segnare la politica comunitaria.

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