Le novità di Colao per i lavoratori con contratto determinato

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Tra le novità inserite all’interno del Piano Colao, consegnato nelle mani del presidente del Consiglio Giuseppe Conte lo scorso 8 giugno, sono presenti anche diverse misure per favorire la ripartenza del settore del lavoro come la proroga obbligatoria dei contratti a tempo determinato. Secondo la task force capitanata da Vittorio Colao infatti, a causa dell’emergenza coronavirus molti lavoratori vedranno nei prossimi mesi terminare il proprio contratto di lavoro senza garanzia di tutela.

Piano Colao, i contratti a tempo determinato

Stando a quanto affermato dalla stessa task force, la misura che prevede il rinnovo obbligatorio dei contratti a tempo determinato si è resa necessaria causa delle migliaia di lavoratori che in questo periodo: “Vedranno cessare in questo periodo di crisi il proprio contratto di lavoro”.

In molti casi infatti, le aziende colpite duramente dalla crisi successiva al lockdown: “Non avranno la possibilità o l’interesse a rinnovare o prorogare i contratti a termine, per mancanza di lavoro”. Le aziende che invece vorranno prorogare il contratto ai propri dipendenti si troveranno impossibilitate a farlo a causa dei: “Limiti e vincoli dei contratti a termine”, finendo per trovarsi nel: “Raggiungimento dei limiti massimi di durata o proroga”.

Le proposte della task force

Le proposte messe sul tavolo dal Piano Colao per ovviare a questa situazione prevedono ad esempio di allentare temporaneamente i vincoli per i contratti a termine, la cui scadenza sopraggiungerà entro il 2020 o per quelli scaduti dopo l’inizio del lockdown nazionale. Una seconda proposta ipotizza invece di decurtare dal limite massimo dei 24 mesi complessivi, il periodo di tempo compreso tra l’avvio del lockdown e il 31 dicembre 2020, al fine di consentire secondo il piano la: “Prosecuzione per un periodo significativo dei contratti a termine in corso o appena cessati“.

L’ultima proposta prevede infine di prorogare i contratti la cui scadenza è prevista entro il 31 dicembre 2020 anche se è stato raggiunto il numero massimo di proroghe consentito, consentendo comunque il prolungamento del rapporto lavorativo anche al di fuori delle condizioni previste dall’art.19, comma 1 del Dlgd 81 del 2015.