Le nuove frontiere della radiochirurgia in un convegno al CDI

Le nuove frontiere della radiochirurgia in un convegno al CDI

Milano, 25 ott. (askanews) – Utilizzare fasci microscopici di radiazioni per il trattamento non invasivo dell’epilessia e di altre patologie cerebrali. Questa tecnica è uno degli argomenti trattati al convegno internazionale dal titolo Frontiers of Radiosurgery che il Centro Diagnostico Italiano – CDI ha ospitato a Milano. Pantaleo Romanelli, direttore scientifico del Cyberknife Center del Centro Diagnostico Italiano di Milano.

“Ho recentemente sviluppato una tecnica di ricerca presso il Sincrotone europeo che permette di utilizzare dosi di radiazioni enormemente più elevate di quelle conevzionali attraversando sezioni microscopiche di tessuto. Questo trattamento permette di sconnettere e parcellizzare un focolaio epilettico e può rappresentare una cura importante per una larga porzione di pazienti epilettici in futuro.

Il convegno è il primo evento scientifico organizzato dalla Radiosurgery Society al di fuori degli Stati Uniti, per promuovere la conoscenza della radiochirurgia anche in questa area.

“Questa conferenza è estremamente importante perché è un meeting ristretto con specialisti in questo campo. Non è solo un modo per condividere informazioni tra scienziati e ricercatori. Rappresenta anche un’occasione per aiutarci reciprocamente nelle nostre ricerche. Questo serve anche ad aiutare i pazienti sempre più rapidamente”, ha spiegato Shalom Kalnicki, professore di radio-oncologia all’Albert Einstein College of Medicine di New York.

Tra gli esperti provenienti da tutto il mondo, Mansur Ahmad, del National Institute of Healt, che si occupa per il governo degli Stati Uniti di programmi di ricerca contro i tumori, in particolare al cervello, e delle nuove tecnologie che stanno emergendo.

“C è un enorme interesse nello sviluppare sistemi di cura più sicuri, meglio tollerati e più efficaci nel breve e lungo termine – ha spiegato – ci sono stati miglioramenti prognostici molto importanti negli ultimi anni, bisogna continuare a lavorarci sopra il più intensamente possibile”.

Molti interventi si sono concentrati sulle più recenti applicazioni della radiochirurgia stereotassica – disciplina che utilizza le radiazioni come un bisturi chirurgico “virtuale” per combattere patologie – già applicata al Centro Diagnostico Italiano grazie a Cyberknife: si tratta di un acceleratore lineare montato su un braccio robotico, che può assumere oltre 1.500 posizioni differenti intorno al paziente per arrivare dove la chirurgia tradizionale è interdetta.

Isa Bossi Zanetti, specialista di radioterapia oncologica, ha presentato i risultati definiti “molto buoni” per il trattamento del neurinoma dell’acustico, un tumore raro primario benigno dell’ottavo nervo cranico, grazie all’innovazione nella radiomica, un campo di ricerca emergente nell’imaging.

“Nel caso del neurinoma dell’acustico stiamo analizzando le immagini di risonanza eseguite per i pazienti trattati con cyberknife per capire se esistono delle caratteristiche, non visibili da un occhio umano ma che possono essere estratte con la radiomica, con la possibilità in un futuro, se i dati verranno consolidati, di capire prima se il paziente risponderà o meno al trattamento”.

La radiomica sarà il tema del prossimo appuntamento scientifico organizzato a Milano il 15 novembre dal Centro diagnostico italiano.