Le parole del commissario per l'emergenza Covid

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Figliuolo
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Il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario per l’emergenza Covid, ha spiegato qual è l’obiettivo della campagna vaccinale entro settembre, sottolineando che il pericolo dovuto alle varianti è concreto. La sua intervista per l’Avvenire.

Covid, Figliuolo: le parole del commissario per l’emergenza Covid

Il generale Francesco Paolo Figiuolo, commissario per l’emergenza Covid, ha risposto a qualche domanda dell’Avvenire, dopo l’incontro a Palazzo Chigi per le nuove decisioni che riguardano i vaccini e il green pass. Il generale ha spiegato che quando è stato nominato da Mario Draghi, a marzo 2021, venivano effettuate 116mila somministrazioni di vaccini al giorno, mentre oggi ne vengono fatte circa 500mila. Il 51% della popolazione è stata vaccinata, con un calo importante di ricoveri e decessi. “È stato impresso un importante cambio di passo, mirando a proteggere prima di tutti gli anziani, i vulnerabili e le categorie più esposte dagli effetti nefasti di una pandemia che – non dimentichiamolo – ha causato oltre 127mila vittime in Italia e favorendo la ripresa dell’economia e della vita sociale, senza però abbassare la guardia nei confronti del virus” ha spiegato il generale. “La fascia di età 50-59 anni è stata coperta al 74% circa da almeno una somministrazione, il che – a questo punto della campagna – rappresenta comunque un risultato molto buono. Ora bisogna continuare per intercettare ancora di più i cittadini appartenenti a questa categoria. Vaccinare coloro i quali sono più a rischio come anziani e fragili lo considero un imperativo etico ed è un impegno che stiamo continuando a portare avanti, con il supporto in diverse Regioni anche di team sanitari mobili della Difesa che il ministro Lorenzo Guerini ha messo a disposizione della campagna vaccinale. Sono oltre 50 team composti da giovani medici e infermieri militari con una motivazione speciale, che raggiungono le persone di una certa età che abitano in zone remote, magari con difficoltà motorie o scarsamente avvezzi ai sistemi di prenotazione informatici, e che bisogna assolutamente proteggere” ha spiegato il commissario per l’emergenza Covid.

Il generale Figliuolo ha voluto sottolineare che le agenzie di controllo del farmaco Ema e l’agenzia italiana Aifa non hanno sospeso i vaccini AstraZeneca e Johnson&Johnson, ma che è stata presa una decisione prudenziale in funzione del “rischio-beneficio“. “L’obiettivo del piano da me predisposto a marzo 2021 è quello di vaccinare l’80% della popolazione vaccinabile, cioè tutti coloro che hanno più di 12 anni, entro la fine di settembre. Tale traguardo sarà sicuramente raggiunto nei tempi prefissati, anche se ad agosto, nella settimana centrale del mese, si potrà notare un calo fisiologico delle vaccinazioni. Si tratterà comunque di un fenomeno preventivato, che non inficerà il raggiungimento della copertura vaccinale della popolazione entro la fine di settembre” ha aggiunto il commissario.

Covid, Figliuolo: le varianti e la terza dose

Quello delle varianti, come spiegato da Figliuolo, è un rischio concreto, soprattutto tenendo conto dell’alta contagiosità che ha dimostrato la variante Delta. L’antidoto più efficace è quello di effettuare entrambe le dosi di vaccino. “Completare il ciclo vaccinale per tutte le classi, anche dei più giovani, rende la vita difficile al virus e alle sue mutazioni, impedendo conseguenze gravi e rendendolo un fenomeno sicuramente più gestibile” ha dichiarato il generale. “L’Unione Europea ha già predisposto l’acquisto di ulteriori vaccini qualora le autorità sanitarie stabiliranno l’eventualità di nuovi richiami, e l’Italia in tale ambito ha già aderito ai contratti. Ora è importante monitorare l’andamento del virus” ha spiegato Figliuolo, aggiungendo di aver emanato un’ordinanza con cui si dispone l’adozione di alcuni provvedimenti che hanno lo scopo di potenziare il sequenziamento delle varianti. Per quanto riguardo le prima dosi è stato segnalato un rallentamento: il 21 maggio erano 272mila mentre l’11 luglio sono state 54mila. “In questo momento prevalgono le seconde dosi, aumenta così il numero di persone che ottengono il massimo grado di protezione dal virus e dalle sue varianti, rispetto a chi riceve la prima somministrazione. È un fatto fisiologico, legato alle tempistiche dei richiami” ha spiegato Figliuolo, sottolineando che la campagna procede in modo regolare. “Il sistema per un eventuale futuro richiamo dovrà essere ricondotto il più possibile nell’alveo del Sistema sanitario nazionale, contando sulla partecipazione di tutte le professioni sanitarie che hanno già manifestato la loro adesione alla campagna vaccinale: i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, i farmacisti” ha aggiunto il commissario.

Covid, Figliuolo: la ripresa delle scuole

Le scuole e gli istituti di formazione, come più volte asserito anche dal ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, sono una priorità per il Paese. A livello nazionale circa l’85% del personale scolastico ha ricevuto almeno una dose di vaccino e questo è un ottimo risultato. Va però detto che esistono delle disomogeneità, visto che diverse Regioni rimangono ben al di sotto dell’80%. Per questo motivo ho chiesto alle Regioni e Province Autonome di raggiungere in modo attivo il personale scolastico che non ha ancora aderito alla campagna vaccinale, coinvolgendo anche i medici competenti per sensibilizzare la comunità scolastica in maniera ancor più capillare. Le somministrazioni andranno incentivate anche attraverso corsie preferenziali presso gli hub vaccinali, venendo incontro il più possibile al personale scolastico” ha spiegato il generale Figliuolo, che pensa sia giusto che tutto il personale scolastico venga vaccinato. Il commissario ha spiegato che in questi mesi ha maturato una convinzione importante, ovvero che questo grande sforzo epocale è stato possibile grazie alla collaborazione da parte di tutti.

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