Le parole del consigliere del ministro della Salute sul vaccino

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Ricciardi vaccino covid
Ricciardi vaccino covid

Il consigliere del ministro della Salute, Walter Ricciardi, ha rilasciato un’intervista a La Stampa nella quale ha fatto il punto sullo stato di avanzamento dei lavori per l’arrivo del vaccino covid in Italia e della seguente campagna di vaccinazione. L’Unione Europea attende l’autorizzazione da parte dell’Ema che, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe arrivare addirittura prima di Natale. Successivamente la questione passerà agli organi competenti nazionali, nel caso italiano, all’Aifa, Agenzia italiana per il farmaco, con Ricciardi che assicura che il consenso a procedere potrebbe arrivare in 24 ore.

Ricciardi sul vaccino covid

“I ministri europei vogliono garantire che il vaccino arrivi ai cittadini il più rapidamente possibile: tutto quanto si potrà fare per accelerare sarà fatto”, dice Ricciardi che poi sull’ipotesi di un eventuale ritardo italiano afferma: “I ministri di otto Paesi europei hanno concordato di coordinarsi in modo da partire tutti insieme. Dopo l’ok dell’Ema, le agenzie nazionali approveranno rapidamente: da quel momento in poi i vaccini potranno essere somministrati sul territorio nazionale. Io credo che dal via libera dell’Ema entro 24- 72 ore si potrà iniziare a vaccinare“.

Il docente di Igiene all’Università Cattolica di Roma sottolinea inoltre come l’avvio della vaccinazione sarà solo il primo passo per sconfiggere il virus in quanto prima di arrivare a proteggere una larga fetta della popolazione ci vorrà del tempo. Non potrà dunque essere fin dall’inizio una vaccinazione di massa: “Non è che dal giorno zero si potranno fare milioni di dosi – dice Ricciardi – se ne potranno somministrare migliaia anche perché le dosi all’inizio saranno relativamente poche. Per questo i Paesi hanno stabilito priorità funzionali a proteggere innanzitutto il personale sanitario e le persone più fragili, a partire dagli anziani ospiti delle residenze sanitarie. Via via saranno coperti pezzi sempre più ampi della popolazione”. Tempi tecnici dunque, dati anche dalla scarsa reperibilità del farmaco, con la tanto attesa immunità di gregge che nelle speranze del consigliere di Speranza potrà arrivare solo entro la fine del 2021.

Vaccino, Ricciardi su sicurezza e obbligo

In tema di vaccino non si può non notare che una parte della popolazione nutra dei dubbi nei confronti della sicurezza dello stesso, a volte per una personale reticenza nei confronti dei medicinali, altre volte per via della celerità con cui questo è stato studiato e immesso nel mercato. Su questo tema le parole di Ricciardi sono nette: “Dal momento in cui, dopo essere stato approvato dall’Fda, sarà approvato dall’Ema sarà certamente sicuro e sulla base delle nostre conoscenze tutti coloro che hanno fragilità o rappresentano un pericolo per gli altri dovranno vaccinarsi”.

E ancora, altro tema spinoso è se rendere obbligatorio o meno il vaccino. Il viceministro alla Salute, Sileri, nei giorni scorsi aveva avanzato la possibilità che per alcune categorie si potesse valutare la possibilità di introdurre un obbligo nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 32 della Costituzione. Sulla stessa linea anche il consigliere di Speranza che aggiunge come la necessità di vaccinare in una prima fase riguardi soprattutto il personale sanitario e medico: “Credo che sia opportuna una copertura massiccia, ma se non sarà sufficiente la semplice promozione concordo che per alcune categorie sarebbe opportuno introdurre l’obbligo. Ma confido che non sarà necessario”.