Le parole del direttore della Radiologia dell'Azienda Usl di Bologna

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Variante Delta
Variante Delta

Il radiologo Michele Imbriani, direttore della Radiologia dell’Azienda Usl di Bologna, ha parlato della variante Delta e della polmonite, che è uno degli aspetti sicuramente più pericolosi del Covid, che può causare un’insufficienza respiratoria.

Variante Delta, Imbriani: “Quest’anno richieste molte Tac”

Riuscire ad osservare l’andamento della malattia tra la popolazione consente di comprendere la diffusione del virus. Uno degli aspetti più pericolosi del Covid è sicuramente la polmonite, che può causare una grave insufficienza respiratoria. Michele Imbriani, direttore della Radiologia dell’Azienda Usl di Bologna, ha spiegato che a differenza della scorsa estate “quest’anno sono state chieste molte Tac per casi sospetti Covid“. “Lo scorso anno nei mesi estivi avrò visto una o due Tac correlate Covid. Adesso, tra luglio e agosto, ha revisionato un campione di cento Tac positive per polmonite Covid, quindi questo numero rappresenta una quota, la cifra complessiva è ancora più elevata” ha spiegato il medico.

Variante Delta, Imbriani: “Una grande diffusione del virus”

Il confronto con l’anno precedente, quando non avevamo ancora a disposizione i vaccini, e la situazione attuale ci fa pensare che adesso ci sia una grande diffusione del virus e che la virulenza della variante Delta sia molto superiore a quella dello scorso anno. Per fortuna, il vaccino è efficace e ci sta preservando da pesanti ripercussioni sul sistema ospedaliero” ha dichiarato Imbriani, spiegando che quest’anno, nonostante i vaccini, i casi estivi sono stati molti di più. Le richieste di Tac polmonari sono arrivate per la maggior parte dal Pronto soccorso del Maggiore, poi da quelli di Budrio, Bazzano, Bentivoglio, San Giovanni in Persiceto, Porretta e Vergato, ha spiegato il medico. “Tra le cento persone del campione, 95 non sono risultate vaccinate e hanno mostrato vari gradi di gravità: appartengono a tutte le età, con prevalenza della fascia tra i 30 e i 60 anni. Le rimanti cinque sono vaccinate, ma con età superiori a 70 anni, di cui tre over 90” ha voluto sottolineare.

Variante Delta, Imbriani: “Una ridotta efficacia vaccinale”

Per quanto riguarda quei cinque pazienti che Imbriani ha spiegato essere vaccinati rispetto agli altri restanti 95, l’ipotesi è che ci sia stata una ridotta efficacia vaccinale causata dall’età e dalle patologie associate. “Tuttavia, i pazienti vaccinati non presentavano un’alta gravità dei sintomi all’esordio della malattia” ha aggiunto. “Nei controlli è frequente riscontrare danni residui a carico di entrambi i polmoni, perché una specificità della polmonite Covid è di essere bilaterale. I residui cicatriziali possono permanere anche in seguito alla guarigione e limitare la capacità polmonare pure in pazienti giovani” ha aggiunto il medico.

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