Le parole del direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive

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Green Pass Massimo Andreoni
Green Pass Massimo Andreoni

Il direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive nonchè primario del policlinico Tor Vergata di Roma, Massimo Andreoni, ha detto la sua sul Green Pass in un’intervista rilasciata a La Repubblica. Per il professore le modalità di concessione del certificato verde – che ricordiamo permette di muoversi senza obblighi di quarantena nei Paesi dell’Unione Europea – andrebbero riviste, specie in virtù di una maggiore diffusione della variante Delta nel vecchio continente. È dunque un errore per Andreoni concere il Green Pass dopo la prima dose del vaccino in quanto questa “copre meno in assoluto, e ancora meno contro la variante”.

Massimo Andreoni sul Green Pass

“Sappiamo – ha aggiunto il primario del policlinico Tor Vergata di Roma – che la protezione di una dose di AstraZeneca contro la variante Delta è del 33%. Dare un green pass a chi ha una copertura di un terzo sinceramente mi sembra tecnicamente non è condivisibile. E infatti l’Europa consegna quel documento dopo la seconda”. L’Italia dovrebbe dunque adeguarsi a quanto già in atto in altri paesi. “Capisco la volontà di soddisfare le richieste legate alla ripresa – ha precisato Andreoni – non solo delle persone ma anche di gestori di locali come le discoteche. Però dare una carta a queste persone è un azzardo“.

Green Pass, per Massimo Andreoni va rivisto

Nelle parole del direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive c’è poi anche la conferma del fatto che tutti i vaccini attualmente approvati offrono una copertura contro le forme gravi della malattia, anche in presenza di varianti. “Nel nostro ospedale – ha chiarito Andreoni – abbiamo avuto due casi di variante Delta. Il primo era un uomo non vaccinato che ha avuto una forma semplice di malattia. La seconda è una novantenne che aveva fatto le due dosi di Pfizer di cui la seconda una settimana prima di infettarsi. È ancora ricoverata ed è più grave, a causa di un’insufficienza respiratoria. Probabilmente – aggiunge – essendo una novantenne, avrebbe avuto una evoluzione sfavorevole se non fosse stata vaccinata”.

Massimo Andreoni, il Green Pass e la variante Delta

Per quanto lo scenario complessivo in Italia si mostri al momento nettamente migliore rispetto ai mesi scorsi e siano sempre di più le persone immunizzate con il vaccino, la strada per il professor Andreoni sarebbe ancora piena di ostacoli e dunque non sarebbe consono abbassare troppo la guardia. Il messaggio è rivolto soprattutto a coloro che hanno ricevuto solo una dose: “Per queste persone l’appello è di stare attenti, anche se hanno il green pass. Israele, ad esempio, ci ha messo poco a veder peggiorare la situazione. La variante Delta – ha concluso Andreoni – si sta diffondendo in modo preoccupante, bisogna che le persone se ne rendano conto”.

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