Le parole del leader del Cremlino su referendum ed annessione e la nuova situazione

Vladimir Putin
Vladimir Putin

C’è un dato che scavalca la realtà fattuale dell’annessione forzosa e della “farsa” dei referendum sui quattro territori dell’Ucraina occupati dalla Russia: è quello per cui il discorso di Vladimir Putin nel sancire solennemente e di fronte al mondo quell’annessione è stato ancor più minaccioso del solito e segna una svolta nella guerra.

Il discorso di Putin e la svolta nella guerra

Un ottimo articolo di Marco Iamarisio sul Corriere della Sera disegna lo scenario in cui è maturato questo “upgrade” di pericolosità del leader del Cremlino. Il dato è evidente: le parole del leader del Cremlino su referendum ed annessione delle quattro zone e la nuova escalation sono il frutto di un “nuovo livello” di scontro a cui Putin è arrivato per una consuetudine caratteriale e in sovrapposizione al “genio nazionale” che aveva già dato prova di sé.

L’aneddoto del ratto messo all’angolo

Iamarisio evoca uno degli episodi che dimostrano come Putin abbia imparato a reagire quando viene messo alle strette. “È un metodo che ha imparato negli anni di gioventù di San Pietroburgo. La Communalka dove viveva era un edificio infestato dai topi. Lui e i suoi amici li inseguivano nel cortile con i bastoni”. E ancora: “Un giorno, un grosso ratto che lui era riuscito a intrappolare, reagì attaccandolo con rabbia, facendogli prendere quello che considera ancora oggi lo spavento più grande della sua vita”. Putin, che racconta spesso quell’aneddoto, chiosa sempre: “Nessuno deve essere messo all’angolo”. E ancora: “Nessuno deve essere portato fino al punto di non avere più vie d’uscita“. Perché diventa ancora più cattivo, e pericoloso”. Pericoloso come oggi è (ancor più) diventato Vladimir Putin.