Le parole del leader leghista

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Rave Viterbo Salvini Lamorgese
Rave Viterbo Salvini Lamorgese

Matteo Salvini, leader della Lega, non lascia prigionieri nelle sue ultime dichiarazioni al Corriere della Sera, ma anzi crea nuove e controverse questioni all’interno dell’ampia maggioranza di governo della quale lo stesso fa parte. Attacca tutti il leader del Carroccio, da Speranza a Letta, senza dimenticare il suo bersaglio prediletto, colei che l’ha sostituito al ministero dell’Interno, ovvero Luciana Lamorgese. In quest’utlitmo caso Salvini torna sull’episodio del rave di Viterbo e non usa certo parole dolci per la titolare del Viminale.

Rave Viterbo, Salvini attacca la Lamorgese

“Leggo – ha detto Salvini – che il rave di Viterbo non sia stato così imprevisto. E che addirittura, i camper in arrivo sarebbero stati scortati dalle forze dell’ordine. Quello sì che non sarebbe facile da capire. Presenteremo immediatamente un’interrogazione. E se fosse confermato, questo sì richiederebbe le dimissioni immediate del ministro dell’Interno. Un minuto dopo la conferma“.

Salvini contro la Lamorgese sul rave di Viterbo

Nelle parole del leader della Lega trova anche spazio la questione green pass sulla quale il Carroccio ha avuto spesso posizioni controverse e decisamente poco chiare. Prima no, poi sì, poi forse. “Noi garantiamo un equilibrio tra il diritto alla salute e quello al lavoro – ha detto Salvini – Se avessimo dato retta a Speranza e a quelli come lui, oggi saremmo ancora tutti chiusi in casa. A fare la fame”. “I vaccini – ha detto il leader leghista – sono entrati in 40 milioni di case, e va benissimo. Il green pass anche va benissimo negli stadi, nei teatri e nelle manifestazioni pubbliche. Possiamo ancora avere la libertà di chiedere i tamponi gratuiti?”.

Salvini duro con la Lamorgese per il rave Viterbo

Infine la critica al Pd e al suo segretario, Enrico Letta. “Il Pd – afferma Salvini – è ormai il partito dell’ipocrisia. È da un anno che tengono in ostaggio il Parlamento con l’omofobia”. Il riferimento è in tal senso al Ddl Zan, bloccato in realtà più volte dai molti emendamenti presentati proprio dalla Lega.

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