Le parole del pm sulla tragedia

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Funivia Mottarone
Funivia Mottarone

Il pm che indaga sul disastro della funivia Mottarone ha spiegato che la decisione di disattivare i freni era nota a tutti i dipendenti. In un’intervista a La Stampa ha voluto parlare del terribile incidente che è costato la vita a 14 persone.

Funivia Mottarone: le parole di Olimpia Bossi

In questa vicenda la parola soddisfazione non potrà mai esserci. Piuttosto abbiamo provato altro dolore e un amarissimo sconcerto quando ci siamo resi conto che il mancato funzionamento del sistema frenante era esito di una scelta. Qua non c’entra la negligenza, il pressappochismo, quell’errore umano che non rende immuni da responsabilità ma almeno genera una certa comprensione. Ci troviamo davanti a chi, a fronte di un proprio interesse, ha preferito mettere a repentaglio la vita degli altri” ha dichiarato Olimpia Bossi, procuratrice della Repubblica di Verbania, in un’intervista a La Stampa. La donna sta indagando sul disastro della funivia del Mottarone, che è costato la vita a 14 persone. Ha voluto sottolineare che in questo incidente non c’entra l’errore umano, ma la volontà di chi ha preferito mettere a repentaglio la vita degli altri per pensare ai propri interessi.

Funivia Mottarone: tutti sapevano che i freni erano stati disattivati

La tragedia del crollo della Funivia del Mottarone ha colpito tutti, ma al dolore si è aggiunta anche molta rabbia dopo i dettagli che sono emersi dalle indagini. Tutti i dipendenti erano a conoscenza del fatto che i freni erano stati disattivati. “L’intuito dei carabinieri ha portato subito a un approfondimento e martedì pomeriggio abbiamo convocato i dipendenti di Ferrovie del Mottarone per capire da loro di cosa esattamente si trattava. Lo hanno spiegato ed è emerso in modo inequivocabile: tutti sapevano che il freno restava aperto anche se non doveva” ha dichiarato Olimpia Bossi. Una notizia che lascia ancora più perplessi e arrabbiati, perché sicuramente questa tragedia si poteva evitare.

Funivia Mottarone: l’ammissione del caposervizio Gabriele Tadini

Olimpia Bossi ha spiegato che il caposervizio Gabriele Tadini ha risposto a tutte le domande, spiegando che quella scelta era stata fatta in quanto erano tutti sicuri che il cavo traente non si sarebbe spezzato. “Le anomalie erano state riscontrate al sistema frenante della cabina 3, quella schizzata nel vuoto, e in parte nella 4, che fortunatamente domenica si è fermata senza schiantarsi. Da quello che abbiano desunto la 3 viaggiava col freno disattivato da fine aprile, quando è ripreso il trasporto dei passeggeri” ha spiegato Olimpia Bossi, che ha spiegato che Tadini ha una posizione subordinata al titolare e al direttore dell’esercizio. “Noi sosteniamo quindi che anche Nerini e Perocchio sapevano e volevano che si procedesse così per non fermare l’impianto per un controllo approfondito. Quando l’altra notte sono emersi gravi indizi di colpevolezza, abbiamo convocato anche loro due e ho assunto la decisione di procedere con il fermo. Al momento gli altri dipendenti non sono indagati” ha aggiunto.

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