Le parole del presidente della Regione Campania sul disegno di legge

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Ddl Zan De Luca
Ddl Zan De Luca

Il Ddl Zan, il disegno di legge contro l’omotransfobia, continua a far discutere e ad animare il dibattito politico e non solo. Il suo iter in Parlamento è vittima di ostruzionismo da parte soprattutto della Lega e di Fratelli d’Italia e settembre molto probabilemente sarà il mese decisivo per la decisione al Senato. Sul tema stanno facendo molto discutere le parole del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che dal palco della Festa dell’Unità di Bologna ha palesato diversi dubbi sul disegno di legge portato avanti dal suo stesso partito, il Pd.

Ddl Zan, le parole di De Luca

Più che dalla parte dei dem e di Alessandro Zan, promotore del disegno di legge, De Luca sembra essere più affine alle idee della Lega di Matteo Salvini, contro il quale pure si è spesso scontrato, e di Renzi. “Io – ha detto De Luca – il ddl Zan, così com’è, non lo avrei votato, è chiaro?”. Il motivo è presto detto: “Si parla di una giornata di riflessione sull’omotransfobia alle elementari? Ma andate al diavolo, andate al diavolo, non sono d’accordo. Va bene se la facciamo per le scuole superiori. Quando si parla di temi come questo, ci vuole grande misura”.

De Luca sul Ddl Zan: “No alla giornata sull’omotransfobia alle elementari”

Per De Luca dunque la situazione anche in Parlamento potrebbe risolversi solo andando a modificare il testo del disegno di legge, in modo da spingere anche partiti fin qui ostili e dubbiosi a votare a favore, così come tra l’altro è stato fatto alla Camera. Singolare in tal senso il cambio di rotta di Matteo Renzi e di Italia Viva, favorevoli a Montecitorio e ora dubbiosi a Palazzo Madama. Un cambio di rotta da molti inteso come l’ennesima mossa strategica di Renzi, ma che tanto ha fatto infuriare il suo ex partito, il Pd.

De Luca e il Ddl Zan

Dopo le discussione di luglio e le manifestazioni a più riprese pro e contro il disegno di legge Zan, il Senato è chiamato ora ad esprimersi sul tema a settembre e tutto dipenderà da come ogni singolo partito e parlamentare sia disposto a schierarsi. Si palesa sempre più infatti l’ipotesi di un voto segreto.

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