Le parole del Presidente della Repubblica in occasione del Dantedì.

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Mattarella Dante Alighieri
Mattarella Dante Alighieri

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del Dantedì ha celebrato la figura di Dante Alighieri attraverso un’intervista rilasciata al Corriere della Sera nella quale elogia la figura del sommo poeta esaltandone in particolar modo la coerenza che dovrebbe essere “d’esempio per noi”. “Non mi ha mai convinto il tentativo di attualizzare personaggi ed epoche storiche diverse – ha detto il capo dello Stato – eviterei quindi analogie tra l’Italia di Dante, uomo del Medioevo, e l’Italia di oggi. Va sottolineata la sua capacità di trascendere il suo tempo e di fornire indicazioni e insegnamenti validi per sempre a prescindere dalle specifiche situazioni di epoche differenti”.

Mattarella omaggia Dante Alighieri

La più grande capacità di Dante Alighieri per Mattarella è dunque quella di essere riuscito ad essere un punto di riferimento per intere generazioni di italiani a “prescindere dalle specifiche situazioni di secoli ed epoche differenti”. Questo per il Presidente è possibile grazie dalla capacità delle opere del sommo poeta di penetrare nel profondo nell’animo umano, descrivendone in modo coinvolgente moti, sentimenti, emozioni”, ma anche i vizi. “La Commedia ci attraeha detto Mattarellaci affascina, ci interroga ancora oggi perchè ci parla di noi”.

Il Presidente della Repubblica prova poi a fare un parallelismo tra le opere di Dante e i tempi che corrono: “Non so quanto possiamo paragonare la pandemia all’Inferno dantesco. Certo – ha aggiunto – alcune scene drammatiche che abbiamo visto e vissuto, come la fila di camion con le bare in partenza da Bergamo, avrebbero bisogno della sua immensa capacità descrittiva. Esulando per un attimo da Dante – ha aggiunto – ribadisco che in questa emergenza abbiamo tutti riscoperto, al di là di tanti e ingiusti luoghi comuni, il grande patrimonio di virtù civiche solidarietà, altruismo, abnegazione che appartiene da sempre alla nostra gente”.

Ed infine la coerenza di Dante Alighieri rimarcata convintamente dal Capo dello Stato che ha sottolineato come pur di fronte ad un doloroso esilio, il poeta non ha mai ceduto o barattato le proprie convinzioni etiche per la libertà. “Non si tratta di moralismo o di superbia e neppure di legittimo orgoglio – precisa Mattarella – Dante è mosso dalla convinzione, altamente morale, che andare contro la propria coscienza renderebbe effimero il risultato eventualmente ottenuto”.