Le parole del presidente della Regione Veneto sulla chiusura degli impianti sciitistici

·2 minuto per la lettura
zaia blocco sci ristori
zaia blocco sci ristori

Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha espresso tutto il suo disappunto per la scelta – giudicata tardiva – del ministero della Salute di prorogare il blocco dello sci e di tenere dunque chiusi gli impianti sciitistici a poche ore dalla potenziale ripartenza. “Le Regioni che avrebbero riaperto oggi, Lombardia e Piemonte – dice Zaia al Corriere della Sera – hanno saputo del nuovo stop quattro ore, dico quattro ore, prima della riapertura possibile degli impianti”. Un intervento dunque fuori tempo massimo e non accompagnato, per il leghista, da giusti ristori: “Ora non si può parlare solo di ristori. In questo caso ci vorranno degli indennizzi”.

Zaia chiede i ristori per il blocco dello sci

“Dietro alla montagna invernale – argomenta il presidente della Regione Veneto – ci sono sì gli impianti di risalita, i grossi operatori. Ma c’è anche una nuvola densa di piccole attività, dalla ristorazione ai maestri di sci, che non è codificata ma è imponente. Ci sono gli stagionali. Il danno è colossale“.

La tesi portata avanti dal governatore leghista attinge dalla realtà del suo territorio dove, proprio in virtù della riapertura, molte strutture avevano provveduto ad organizzarsi: “Avevano già battuto le piste e messo le indicazioni, bar, ristoranti e rifugi avevano fatto magazzino, gli stagionali si erano diretti in montagna. A tutte queste persone dici di no il giorno prima? Dopo investimenti particolarmente gravosi, dopo una stagione come quella che è stata? Non ci sono parole per descrivere la rabbia, motivata, dei nostri operatori”. “Un maggior anticipo ci poteva stare -conclude il leghista – Io avevo fatto l’ordinanza proprio per tener fuori il Carnevale, ma il punto è un altro: mi rifiuto di pensare che occorrano i dati del venerdì per decidere che bisogna tenere chiuso il lunedì. Lo dico proprio per il rispetto che porto agli scienziati”.