Le parole del presidente della Fondazione Gimbe

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Nino Cartabellotta
Nino Cartabellotta

La situazione Covid a maggio potrebbe nuovamente peggiorare. Questo è l’allarme di Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, che ha parlato ai microfoni della trasmissione L’Italia s’è desta su Radio Cusano Campus.

Nino Cartabellotta sulle riaperture

Il 26 aprile sono previste le prime riaperture in vista dell’estate. Nino Cartabellotta, su Radio Cusano Campus, ha commentato questa decisione. Secondo il presidente della Fondazione GImbe, se per “rischio ragionato si intenderà un liberi tutti, la situazione a metà del prossimo mese peggiorerà. Mai come adesso deve emergere il concetto di alleanza tra politica, servizi sanitari e comportamenti dei cittadini perché questa è una fase molto delicata“. Se dovesse ripartire la curva il rischio è quello di giocarsi l’estate. “La circolazione del virus è ancora molto rilevante, i ricoveri stanno scendendo, si sono ridotti quasi del 20% in 11 giorni, però in area critica e in terapia intensiva la discesa è più lenta e abbiamo ancora Regioni che sono oltre la soglia critica. Dobbiamo essere consapevoli che le riaperture stanno avvenendo sul filo del rasoio” ha aggiunto Cartabellotta. Uno dei problemi è la lentezza della campagna vaccinale. Il presidente è convinto che bisogna accelerare sulla fascia 70-79 anni e che è fondamentale continuare a rispettare le regole.

Per quanto riguarda la situazione dell’epidemia, Cartabellotta ha voluto sottolineare che “il quadro oggettivo è abbastanza netto. La circolazione del virus è ancora molto rilevante, è vero che i nuovi casi si stanno progressivamente riducendo, ma abbiamo mezzo milione di casi positivi ed è un numero sotto stimato“. Nelle prossime tre settimane ci sarà una riduzione di nuovi casi e ospedalizzazioni, ma quando si tornerà nella zona gialla si potrebbe rischiare di far risalire la curva. “Con questo numero di positivi, immaginare di arrivare in poco tempo alla soglia di 50 casi per 100mila abitanti come incidenza settimanale è sostanzialmente impossibile. Sicuramente entro la metà di giugno riusciremo a mettere in sicurezza anziani e fragili, ma questo avrà un aspetto prevalente sulle ospedalizzazioni, non sulla circolazione del virus. Quello del governo è stato anche un gesto di fiducia nei confronti degli italiani, l’importante è sottolineare che non è un liberi tutti” ha aggiunto il presidente.