Le parole del primario del reparto malattie infettivo dell'ospedale Sacco di Milano,

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Covid Galli tv lockdown personale
Covid Galli tv lockdown personale

Il primario del reparto malattie infettivo dell’ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli, è intervenuto ad Otto e mezzo su La7 per fare il punto sulla situazione del covid in Italia e rispondere a chi lo accusa di andare troppo in tv a diffondere il panico tra i cittadini. “Vado troppo in televisione? Declino i quattro quinti delle richieste” dice Galli che poi aggiunge: “Pare che tutti abbiate bisogno di riempire i palinsesti e insistiate per avere determinate voci, alcuni per fare corrida e altri per fare informazione seria. Sono stato tentato di fare il mio personalissimo lockdown e di rimanere in silenzio per 2-3 settimane.

Covid, Galli lockdown personale dalla tv

L’aspetto su cui il professore si sofferma è però la necessità che a suo modo di vedere hanno i cittadini di essere informati sulla situazione dell’emergenza covid in Italia. “Credo di essere sempre stato coerente nelle posizioni che ho portato – sottolinea Galli – Molte cose che ho preconizzato si sono avverate. Stiamo attenti in questo momento, questo vi posso dire”.

Poi l’attenzione del primario del Sacco di Milano è al vaccino, unico vero modo per uscire dal disastro, ma al momento ancora un bene rarissimo in Europa. “Bisogna pensare ad una exit strategy che ci garantisca alternativa – dice Galli – La produzione del vaccino non si allestisce in due minuti, gli impianti non sono semplici da mettere in piedi da un giorno all’altro, ma come Italia e come Europa bisogna cominciare a pensarci e anzi bisognava farlo prima”. L’importanza di dare un’accelerazione è dovuto per Galli alla necessità di costruire uno scudo di massa contro il virus quanto più ampio possibile per poter bloccare sul nascere anche la circolazione di altre varianti.