Le parole del virologo e docente alla Statale di Milano.

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Covid Pregliasco lockdown Austria
Covid Pregliasco lockdown Austria

Quella che inizia è una settimana determinate in ottica di contrasto alla pandemia da covid in Italia, con il governo chiamato a rispondere su alcuni punti fondamentali quali l’estensione del Green Pass, l’anticipo delle terze dosi ed eventuali restrizioni. Su questi temi ha detto la sua anche il virologo e docente alla Statale di Milano, Fabrizio Pregliasco, che a SkyTg24 ha ricordato l’importanza di mantenere ancora salde tutta le misure di contenimento quali il distanziamento e la mascherina per scongiurare l’ipotesi di un lockdown sul modello dell’Austria.

Covid, Pregliasco sul lockdown come in Austria

Nello specifico, sull’ipotesi di un lockdown in Italia come quello attualemente in corso in Austria, Pregliasco ha detto: “Spero di proprio di no, però vedo troppi comportamenti a rischio che violano le misure prudenziali anti-Covid e che sicuramente non aiuteranno”. “Si devono fare scelte importanti e rapide”, ha aggiunto Pregliasco rimarcando la necessità di rafforzare il valore del Green Pass per i vaccinati e i guariti sullo stile di quanto già fatto in Germania, il cosiddetto modello 2G.

Covid, Pregliasco e il lockdown sul modello Austria

Importante poi aumentare, o meglio rinnovare, la protezione di chi è già vaccinato, andando cioè a velocizzare le terze dosi di vaccino covid. “Vanno a rilento – ha detto Pregliasco – Bisogna fare attenzione al Natale. I modelli matematici ci dicono che potremmo arrivare a 30mila casi al giorno nell’arco di tre o 4 settimane se non si attuano interventi di rafforzamento delle misure di prevenzione, come incentivare le vaccinazioni, rivedere il Green Pass, mantenendo la possibilità del tampone per andare al lavoro, limitando laddove sia possibile i contatti nei confronti soprattutto delle persone anziane e fragili”.

Covid, lockdown come in Austria: il punto di Pregliasco

Infine il Presidente nazionale dell’Anpas ha affrontato il tema delle pillole contro il covid attualmente in studio da parte dell’Ema. “I due medicinali sperimentali orali di Merck (Msd fuori da Usa e Canada) e Pfizer – ha detto il virologo – rappresentano un’arma nuova che finora non avevamo. I dati su efficacia e sicurezza, almeno alla lettura, sembrano essere molto interessanti. Rimane come sempre l’importanza di una somministrazione precoce, ma bisogna capire un punto: non si tratta di uno strumento sostitutivo della vaccinazione. Queste pillole sono da intendere come uno strumento complementare – ha concluso – da utilizzare nei casi in cui ci si infetta comunque”.

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